È giusto tornare in presenza? Beh, assolutamente sì! Ma sinceramente vorremmo tornare a scuola in totale sicurezza, senza aver paura di un’ennesima possibile chiusura, evitando così quell’alternarsi tra “chiudi e riapri” che stiamo vivendo da settembre 2020. Svariate sono le domande e i dubbi. Sebbene pochi chiedano la nostra opinione, ritengo doveroso esprimerla perché considero utile e importante render nota la mia opinione e quella di svariati altri studenti come me. Ci sembra giusto, dal momento che noi siamo parte attiva del sistema scolastico, far sapere come la pensiamo effettivamente sulla prossima ipotetica riapertura degli istituti scolastici, subito dopo pasqua.
Noi, che a scuola trascorriamo la maggior parte del nostro tempo, vogliamo esprimere il nostro punto di vista a partire dall’esperienza che stiamo vivendo in questi ultimi anni e da quelle vissute a seconda delle decisioni prese dal Governo sin dall’inizio della pandemia. Intanto ci preme sottolineare che il “fare scuola” (inteso come percorso d’apprendimento) non è mai stato effettivamente fermato, grazie agli svariati dispositivi tecnologici a nostra disposizione.
Per alcuni, inizialmente sprovvisti di tali dispositivi, gli Istituti scolastici hanno messo a disposizione computer e tablet in modo da garantire agli studenti il diritto all’istruzione.
La scuola in sé non ha mai chiuso, è cambiato il luogo, è cambiata la logistica e il metodo precedentemente adottato, questo sì, ma come precedentemente sottolineato, è restata “attiva” (per fortuna), anche se per l’appunto a distanza.
L’ipotesi che sorge in questi giorni è quella di ricorrere nuovamente alla “didattica in presenza” a prescindere dal colore assegnato alla regione o comune, per gli asili e le scuole elementari. Pienamente d’accordo!
Partiamo dai bambini, che attualmente sono i più penalizzati e in difficoltà in quanto per loro, data la giovane età, comunicare è parte essenziale dello sviluppo delle loro abilità cognitive. Per poi arrivare a noi adolescenti che nonostante le difficoltà possiamo, tenendo duro ancora per un po’ (cosi si spera quantomeno), riuscire a finire l’anno scolastico.
Riassumendo, salvo imprevisti, tutti noi studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado dovremmo a tornare in presenza verso metà aprile. Ma alle domande che da tempo ci poniamo come si risponde? Ma sopratutto vi è una risposta definitiva? Come possiamo ripartire nuovamente con la tradizionale didattica in presenza se la curva del contagio rimane ancora alta e gli ospedali sono in difficoltà data la mole in aumento di pazienti causa covid? Come verranno riorganizzati i trasporti pubblici? In che modo verranno ripianificati gli ingressi nelle scuole?
A questo punto si può ipotizzare che verrà presa in considerazione una ripianificazione della logistica adottata dal sistema scolastico, che fin ora ha permesso agli studenti di tornare a scuola in presenza. Sinceramente non penso sarà così facile, immediata ed efficace tale soluzione. Senz’altro sono da ottimizzare i sistemi di trasporto pubblico, in quanto negli autobus fino ad oggi è stato difficile, se non fisicamente impossibile, mantenere il metro di distanza come indicato dalla OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità).
Risulta complesso verificare e assicurare un incremento dei mezzi pubblici di trasporto (quali autobus) in modo che vi sia una capienza effettiva del 50% per ogni mezzo.
E per quanto riguarda la sanificazione dei mezzi a conclusione di ogni tratta? Com’è stato evidenziato in precedenza, non è stato possibile seguire le normative precedentemente indicate ogni volta. Non riusciamo a capire se si sta effettivamente lavorando o meno a una nuova pianificazione dei trasporti e delle varie tratte.
Molti ci giudicano dicendo che siamo “pigri” o che preferiamo la DAD perché possiamo starcene tranquillamente a casa nostra ad ascoltare un professore che parla davanti a uno schermo… sono in disaccordo… In questi mesi di didattica a distanza siamo comunque andati avanti con il programma scolastico, abbiamo cercato di apprendere nonostante le difficoltà, confortandoci gli uni con gli altri sperando sempre di più in un futuro rientro garantito fino a fine anno scolastico. Ma qui si parla troppo, si fa poco e i problemi rimangono sempre presenti.
La DAD è decisamente un’esperienza nuova e diversa, nata a partire dell’anno scorso. Gli studenti si sentono con i professori anche il pomeriggio o addirittura la sera per chiedere chiarimenti sulla lezione fatta nel corso della mattinata o per chiedere aiuto nei compiti. Con questa modalità di didattica, il rapporto studente-professore e quello tra compagni è decisamente cambiato ponendo ambedue le parti in stretto contatto.
Quindi, perché aprire ad Aprile, esattamente a 2 mesi dalla fine dell’anno scolastico? Perché non concludere anche questo quadrimestre in DAD, con i laboratori aperti, rincominciando con la didattica in distanza a Settembre? Bisogna evitare di ripetere gli stessi errori. Alternare D.A.D. e D.I.P. crea ostacoli riguardo l’organizzazione delle lezioni sia ai professori che agli studenti.
Siamo stanchi di ricevere soluzioni a metà; vogliamo ritornare in presenza, ma dev’essere una decisione presa al momento giusto, quando vi sarà più sicurezza. Servono soluzioni concrete e scelte ponderate. La didattica in presenza è importante e non si può negare che la didattica a distanza non abbia portato dei disagi, ma continuare ad aprire e richiudere gli istituti crea più disagi di quanti non ne crei la D.A.D.
Zambon Matteo