Sofferenza giovanile, l'11,2% di minorenni pensa al suicidio, salute mentale a rischio
È una drammatica percentuale, quella dell'11,2%, quella degli studenti delle prime classi delle scuole medie e superiori che in Croazia pensano al suicidio come metodo per alleviare le proprie sofferenze. Tale dato proviene da uno studio condotto attraverso un questionario YP Core durante l’anno scolastico 2021/22 dall’Istituto croato per la sanità pubblica (HZJZ), riportato dal quotidiano 'La Voce del Popolo'. È emerso inoltre che il numero delle impegnative rilasciate ai ragazzi o ai giovani per sottoporsi ad una visita psichiatrica è aumentato del 280 % nel periodo di qualche anno. Ma questa realtà non affligge solamente la Croazia bensì è un fenomeno globale. In media, in Croazia i tempi di attesa per essere ricevuti da uno specialista o dal servizio pubblico o convenzionato sono di tre mesi. "Uno dei motivi che hanno portato alla crescita del numero delle persone che si rivolgono agli psichiatri, sta nel fatto che la sensibilità della società è aumentata e di conseguenza i pazienti che si sottopongono alle loro cure non sono più stigmatizzati dall’opinione pubblica. In parte il problema al quale ci stiamo riferendo è stato provocato dalla tecnologia che ha alienato una parte della popolazione, in particolare i giovani dal mondo reale", ha spiegato un esperto. "Trascorrono sempre meno tempo in compagnia e diventano sempre di più dei casi autistici. Manca la comunicazione, ma bisogna anche dire che è presente un’assenza d’autorità, di competenze e di educazione”, ha puntualizzato. In conclusione, sembra necessario che siano gli stessi genitori ad allertare il proprio medico non appena i loro figli lamentino qualche disturbo comportamentale, poiché con una terapia specifica e adottata per tempo si può intervenire in modo efficace e dai buoni risultati per la salute del paziente. (Immagine: pagine mediche.it)
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