domenica 12 luglio 2026
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«Sempre i soliti a bloccare tutto»: cittadino attacca i comitati contro l’ovovia

Luca Marsi·
«Sempre i soliti a bloccare tutto»: cittadino attacca i comitati contro l’ovovia

Continua a infiammare il dibattito cittadino sul progetto dell’ovovia. Dopo il presidio che si è svolto ieri pomeriggio  in piazza Unità d’Italia, che ha visto la presenza di circa 300 persone secondo i dati forniti dalla Questura, arriva una nuova segnalazione da parte di un cittadino triestino che interviene con toni decisi sul tema, criticando quella che definisce “una minoranza che pretende di parlare a nome dell’intera città”.

«Anche questo pomeriggio la folla oceanica contro l’ovovia è scesa in piazza — scrive il segnalante con evidente ironia — sono i soliti residenti di strada del Friuli (non tutti, neanche il 10 per cento), che pretendono di rappresentare Trieste intera, quando invece sono lo 0 virgola niente». Secondo il cittadino, ogni opera pubblica rischia ormai di essere bloccata per le proteste di pochi: «Se ogni volta che si vuole fare un’opera deve andare bene a tutti, oggi non avremmo il tram di Opicina (con i relativi terreni espropriati), la ciclo pedonale Cottur, le navi, il ponte Curto, la superstrada».

L’intervento prosegue facendo riferimento anche ad altre progettualità attuali: «Proprio in questi giorni si parla di una nuova ciclopedonale che dovrebbe collegare Trieste all’aeroporto di Ronchi. Speriamo — aggiunge — che non passi per strada del Friuli, altrimenti il copione si ripeterà ancora una volta».

Il cittadino lamenta quindi che, secondo la sua opinione, vi sia una limitata élite che ostacola le trasformazioni urbanistiche e infrastrutturali della città: «È ora di finirla: non possono essere pochi ricchi privilegiati a decidere cosa si può o non si può fare. Alle prossime elezioni si facciano eleggere a sindaco e allora potranno decidere per tutti noi triestini».

Il tema della variante per l’ovovia continua dunque ad alimentare un confronto acceso tra favorevoli e contrari. Da una parte chi manifesta pubblicamente in piazza e in consiglio comunale per denunciare espropri, criticità ambientali ed economiche, dall’altra chi sostiene la necessità di portare avanti un progetto che, a suo dire, potrebbe modernizzare il sistema di mobilità cittadino e valorizzare Trieste nel lungo periodo.

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