«Abbiate il coraggio di dire che gli portate via la casa», 300 "No ovovia" in piazza Unità (VIDEO)

Ancora una volta i contrari alla realizzazione della cabinovia si sono ritrovati nel cuore della città per manifestare il proprio dissenso. Nel pomeriggio di oggi, venerdì 13 giugno, circa 300 persone, secondo quanto comunicato dalla Questura, si sono radunate in piazza Unità per il nuovo presidio promosso dal Comitato No Ovovia.
Sul palco allestito per l’occasione è intervenuta, tra gli altri, Alessandra Ricchetti del Movimento 5 Stelle, che ha duramente criticato l’atteggiamento della maggioranza in Consiglio comunale, sottolineando come durante le sedute degli ultimi giorni le opposizioni non abbiano ricevuto risposte alle proprie domande. «È facile non dare alcuna risposta alle opposizioni – ha dichiarato –. Chiediamo spiegazioni precise, ma di fronte a quesiti puntuali come: perché il TAR dice una cosa e voi un’altra? Perché l’Unione Europea dice una cosa e voi un’altra? Perché avete perso i fondi PNRR e continuate a sostenere che l’opera non crei danno ambientale? La risposta è sempre il silenzio».
Ricchetti ha poi ribadito il valore della presenza dei cittadini in piazza, sottolineando come «mentre loro sono sordi, il fatto che voi siate qui è fondamentale. Fate sentire la vostra voce in tutte le maniere possibili». Secondo la rappresentante del comitato, il comportamento della maggioranza sarebbe da «signorotti medievali» e le accuse di ostruzionismo mosse nei confronti delle opposizioni non avrebbero fondamento: «Voi chiudete le commissioni, impedite l’approfondimento e poi dite che facciamo ostruzionismo. Noi stiamo semplicemente portando la voce dei cittadini in Consiglio».
Nel corso del suo intervento Ricchetti ha anche evidenziato come la delibera sia stata "blindata" dalla maggioranza, eliminando gli emendamenti presentati dalle opposizioni: «Hanno tolto tutto. Perché? Perché si sono costruiti un castello di carta che ora non sta in piedi senza questa variante. Loro hanno fatto tutto al contrario e adesso pretendono che noi avalliamo questo scempio. Ma Trieste non ci sta».
Un passaggio particolarmente toccante è stato dedicato agli espropri previsti per la realizzazione dell'opera e al dramma di chi potrebbe perdere la propria casa: «Le osservazioni dei residenti sono drammatiche. C’è gente che rischia di vedersi portare via la casa per cui ha lavorato tutta la vita. Abbiate almeno il coraggio di dirlo chiaramente. Questo non è democrazia, è bullismo inaccettabile. Vergogna!».
Il presidio di oggi rappresenta l’ennesima tappa di una mobilitazione che da mesi coinvolge una parte della cittadinanza, in attesa di ulteriori sviluppi sul percorso amministrativo e politico della variante urbanistica legata al progetto della cabinovia.
Foto e video Enrico Sossi
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