Pubblichiamo da Associazione Nazionale Bersaglieri Sezione Provinciale "M.O.V.M. Enrico Toti" di Trieste
Anche quest'anno, come ormai da 23 anni, abbiamo organizzato una serie si cerimonie per ricordare i Bersaglieri che sono sbarcati il 3 novembre 1918.
Al mattino, presso la Casa del Combattente, coadiuvati dalle ragazze e dai ragazzi del Corpo Pompieri Volontari di Trieste, abbiamo steso il Tricolore sulla torre della sede di tutte le Associazioni Combattentistiche e d'Arma.
Al pomeriggio, presso la Scala Reale, davanti al Monumento al Bersagliere e alle "mule" triestine, si è svolta la consueta cerimonia della resa degli onori ai Caduti per l'italianità di Trieste. Dopo la deposizione della corona da parte del Presidente della Sezione Bers.PARISI Gianluca, del Presidente della Girgioverde Cap. Vascello GUERIN Diego, del rappresentante dell'Associazione del Fante Mar. COTOGNINI Ennio, del Sindaco del Comune di Trieste comm. DIPIAZZA Roberto e delle Autorità Militari presenti, il Presidente della Sezione ha preso la parola e, raccontando alcuni aneddoti riguardati tale data, ha auspicato che tale cerimonia possa negli anni acquisire sempre più prestigio e importanza.
Alla fine della cerimonia alla Scala Reale, i riflettori si sono spostati sulla Stazione Marittima dove, come ogni anno, viene apposta la Corona in ricordo dei Caduti affianco alla targa che ricorda lo Sbarco dei Bersaglieri.
Di seguito, il discorso pronunciato dal Presidente:
🇮🇹️ DISCORSO DEL PRESIDENTE 🇮🇹
️Egregie Autorità,
Rappresentanze delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma,
Signore e Signori,
Gentili ospiti.
anche quest’anno, come ormai da 23 anni, ci troviamo qui alla Scala Reale per ricordare lo Sbarco dei Bersaglieri che ci hanno preceduto e che hanno portato Trieste all’Italia e l’Italia a Trieste.
Era il 3 novembre 1918; la città era in pieno delirio; la gente sul Colle di San Giusto, sulle Rive e in Piazza Grande attendeva impaziente l’imminente arrivo delle truppe italiane tanto attese.
I balconi affacciati sul Corso, in Città Vecchia e nei Rioni erano adornati con i Tricolori realizzati dalle donne, madri, sorelle, mogli dei soldati morti o reduci della Grande Guerra combattuta sul Carso.
All’orizzonte s’intravedevano arrivare alla volta di Trieste alcune navi della Regia Marina Militare tra le quali il cacciatorpediniere Audace: vi erano imbarcati circa 2600 uomini tra i quali marinai, carabinieri e la II Brigata Bersaglieri con il 7° e l’11° Reggimento al Comando del Generale Felice Coralli.
Sceso a terra, il Generale Carlo Petiti di Roreto, delegato del Governo Italiano ad acquisire il potere, proclamava: “In nome di Sua Maestà il Re d’Italia prendo possesso della città di Trieste”.
Si completava così, in quel memorabile giorno, la grande impresa risorgimentale iniziata dai Padri della Patria già nel 1848 e si compiva il sogno di un intero Popolo: Trieste era finalmente Italiana.
A voi Istituzioni, il compito di richiamare gli italiani immemori all’amore crescente verso la Madre Patria immortale e al dovere sacrosanto di difenderla e di tramandarne i più alti valori.
A noi Associazioni Combattentistiche e d’Arma, il compito di aiutarvi a portare quel barlume di speranza tricolore di cui ogni donna e uomo ha bisogno per vivere e per sentirsi appieno realizzato, soprattutto in un momento delicato come quello che stiamo vivendo.
Ci tengo a ringraziare sul fine del mio intervento tutti coloro i quali hanno permesso la realizzazione di tale cerimonia e quindi il Comune di Trieste, le Autorità Militari presenti, il Corpo dei Pompieri Volontari di Trieste e tutte le associazioni sorelle.
Viva l’Esercito
Viva l’Italia
Viva Trieste