Bobici, mais e memoria del territorio: Romanutti racconta una tradizione tra Istria e Adriatico (VIDEO)

Non soltanto sardoni. Nel viaggio attraverso la cultura gastronomica del territorio proposto da Fabiana Romanutti alla Sagra de la Sardela c'è stato spazio anche per i bobici, piatto della tradizione raccontato nel nuovo numero di QB e presentato ad Aurisina durante i festeggiamenti di San Rocco.
Un'occasione per tornare a parlare di mais, memoria, stagionalità e ricette che attraversano territori e generazioni.
La storia presentata ad Aurisina
Romanutti ha raccontato di aver dedicato spazio alla storia dei bobici all'interno del proprio progetto editoriale.
La presentazione è avvenuta in piazza ad Aurisina in occasione dei festeggiamenti di San Rocco.
E non si è trattato soltanto di raccontarli.
«Li abbiamo anche assaggiati», ha ricordato l'editrice.
Un modo concreto per trasformare la ricerca gastronomica in esperienza.
Il piatto dell'Assunta
Durante il talk Romanutti ha ricordato anche il rapporto tradizionale tra questa preparazione e il calendario religioso.
I bobici, ha spiegato, erano legati alla festa dell'Assunta, proprio la ricorrenza celebrata il giorno del talk di Ferragosto.
Un collegamento che mostra quanto le ricette della tradizione fossero spesso intrecciate ai ritmi dell'anno, delle stagioni e delle feste.
Una probabile origine istriana
Secondo quanto raccontato da Romanutti durante la diretta, il piatto «nasce probabilmente in Istria».
La sua presenza sarebbe poi collegata alle aree in cui era diffusa la coltivazione del mais.
Un'altra dimostrazione di come le tradizioni culinarie non conoscano sempre confini rigidi, ma si muovano insieme alle comunità e ai prodotti disponibili.
Due modi diversi di utilizzare il mais
Romanutti ha raccontato anche due differenti preparazioni realizzate per l'occasione.
La prima utilizzava chicchi di mais freschi, ancora con il loro contenuto lattiginoso, provenienti dalle cosiddette “pannocce de latte”.
La seconda, più adatta al periodo invernale, utilizzava invece chicchi essiccati.
Una preparazione indicata nel corso della diretta come minestra di formenton.
Il cibo diventa memoria
L'interesse dell'editrice per questo genere di preparazioni non nasce semplicemente dalla ricerca di nuove ricette.
Romanutti ha ribadito infatti come QB voglia occuparsi soprattutto di storia della cultura alimentare.
Dentro un piatto si possono ritrovare stagioni, territori, tradizioni familiari e perfino parole che rischiano di essere dimenticate.
È proprio questo patrimonio immateriale a diventare materia editoriale.
Un territorio raccontato attraverso i suoi piatti
Dai sardoni ai bobici, il percorso proposto durante la Sagra de la Sardela ha così mostrato due modi differenti di raccontare la stessa area.
Da una parte il mare.
Dall'altra il mais e l'entroterra.
In mezzo, una cultura gastronomica nata dall'incontro continuo tra comunità differenti.
Una ricchezza che può diventare non soltanto memoria per chi vive qui, ma anche una chiave di lettura per chi arriva da turista e vuole comprendere davvero il territorio.
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