Porro: «Saluti ai tempi del Covid, meglio il saluto romano di quello gomito a gomito»
Pubblichiamo dal consigliere comunale Salvatore Porro
Dall’inizio del Covid-19, per la necessità di evitare contatti ravvicinati tra le persone, è stata abolita la stretta di mano. Provvedimento che viene assunto per la seconda volta nella storia italiana; la prima, come molti ricorderanno, fu durante il Regime fascista, quando venne sostituita "dal più
virile saluto romano".
Oggi - quando perfino nelle Chiese cattoliche la stretta di mano, usata per "scambiare un segno di pace", viene sostituita da “inchini” di tipo musulmano - qualcuno - non è chiaro chi - si è inventato la ridicola "toccata di gomito-contro-gomito", abbastanza vicina peraltro, nella tipologia del movimento e nello spirito del gesto, a una sorta di variante del "gesto dell’ ombrello".
E mentre la stessa Organizzazione Mondiale della Sanità ha ritenuto di dover sconsigliare questo gesto "insano", poiché costringe comunque le persone ad avvicinarsi e a toccarsi, tra l’altro in un punto vicinissimo a quello (l'angolo interno del gomito) in cui viene suggerito di starnutire, abbiamo dovuto ultimamente spesso assistere a una applicazione di questa mossa anche in una circostanza che, da ex sottufficiale dei Bersaglieri, poi appartenente alla Polizia di Stato, personalmente ritengo del tutto impropria e
indecorosa, oltre che del tutto inutile e frutto solo di un assurdo, e quasi
compiaciuto abbassarsi alla moda
e allo "spirito dei tempi".
Mi riferisco al disagio che in molti, anche ex colleghi, proviamo nel vedere, in televisione o per strada, anche molte persone in divisa, e in particolare gli alti ufficiali, destreggiarsi con la toccata gomito-contro-gomito per salutare altre personalità, politici, industriali, "pezzi grossi" dell'economia ecc. Che
spettacolo desolante ! Oltre che del tutto macchinoso e inutile, se si pensa che sarebbe
immediatamente "disponibile", oltre che più semplice e più bello, il normale saluto alla visiera del berretto, che dovrebbe essere naturale e
"proprio" di chi porta una divisa, ovvero il saluto militare di sempre, usato dalle forze armate di tutti i Paesi del mondo.
Da Bersagliere e poi da poliziotto mi è stato insegnato che l’etica militare stabilisce che il saluto venga eseguito, appunto, in un solo modo e cioè "alla visiera": mano destra al berretto (tenuta "a penna", con palmo aperto, dita dritte e pollice "nascosto") e battendo i tacchi.
In eventuale alternativa, sarebbe certamente possibile per l'occasione, e penso senza scandalo alcuno, la
soluzione di elevare leggermente il braccio destro, piegato rispetto all'avambraccio e con palmo della mano aperto, una variante di "saluto romano" classico, talvolta presente
nelle antiche raffigurazioni di soldati e imperatori di Roma, certamente più
serio e igienico della ridicola toccata gomito-contro-gomito.
Sia come sia, l'importante è smetterla, in primis da parte delle Forze Armate di questo Paese, di esibirsi con quella specie di macchiettistico, inaccettabile, e per molti aspetti anche equivoco "mezzo gesto dell'ombrello". Mentre per gli ecclesiastici sarebbe più consono e
dignitoso rispondere ai saluti del popolo o delle personalità mettendosi la mano destra sul cuore o fare un segno di croce.
Tutti siamo per lasalvaguardia della salute propria e altrui ma i gesti e le "scelte" senza senso lasciamole perdere.
”Sti ppagliacciate 'e ffanno sulo 'e vive..." diceva il grande Totò nella sua indimenticabile " 'A livella". Cerchiamo, nei
limiti del possibile, di essere almeno un po' più seri anche da vivi !
Anche perchè, mi vien da dire, questo insistito contatto di gomiti, visti anche gli ultimi e nuovamente crescenti numeri del Covid-19, non mi pare che stia portando proprio tanto bene....
Salvatore Porro
Già Bersagliere Cap. Magg. 8° Regg.to
Consigliere Comunale Capogruppo FdL
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