«No Ovovia? Solo il 2%»: un triestino commenta la manifestazione e difende il progetto

Un lettore triestino ha voluto condividere alcune riflessioni critiche sulla manifestazione del Comitato No Ovovia, svoltasi lunedì 19 maggio in concomitanza con il dibattito in Consiglio comunale sulla Variante n.12. Secondo il segnalante, il numero di partecipanti e la rappresentatività del movimento sarebbero lontani da quanto dichiarato dai promotori.
«Poca partecipazione e consenso limitato»
Secondo quanto riportato nella segnalazione, i partecipanti sarebbero stati circa 400, in gran parte residenti della zona di strada del Friuli, affiancati da alcuni esponenti politici locali «di partiti con il 2%» e da pochi altri cittadini. «Si parla di consenso popolare, ma alla fine sembrano rappresentare davvero solo una piccola minoranza», si legge nella nota.
Un confronto con altri casi cittadini
Il lettore sottolinea come, in altri contesti urbani, richieste di blocco di progetti pubblici analoghi non siano mai state accolte, pur coinvolgendo categorie numerose o impattate:
- Residenti delle Rive contrari alle navi da crociera
- Proprietari dei terreni lungo la ciclopedonale
- Cittadini di via d’Alviano, dove per anni il traffico è stato fonte di gravi disagi
Secondo l’autore, in quei casi ha prevalso l’interesse collettivo. «La democrazia – afferma – non è solo diritto a protestare, ma anche dovere di considerare la volontà della maggioranza».
«Il progetto deve andare avanti»
La conclusione è chiara: il progetto della cabinovia Barcola-Opicina va portato avanti, poiché rappresenterebbe un’opportunità di sviluppo, mobilità sostenibile e accessibilità. Il lettore auspica che non si ceda «a una minoranza di privilegiati» e ribadisce l’importanza di non bloccare opere pubbliche strategiche sulla base di proteste numericamente limitate.
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