mercoledì 26 agosto 2026
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Segnalazioni

L'Inter travolge un Milan in crisi, è bis Supercoppa

Luca Marsi·

L'Inter non molla la Supercoppa e un anno dopo il successo sulla Juventus respinge a Riad l'assalto del Milan pareggiando così il numero di trofei, sette, con i cugini. I nerazzurri vendicano in parte l'esito dello scorso campionato e spargono sale sulle ferite dei cugini, ombra della squadra scintillante che fu, imponendosi con un netto 3-0 in una partita quasi senza storia, segnata già dopo 21' dalle reti di Dimarco e Dzeko e chiusa nella ripresa da Lautaro. I Pioli boys, azzoppati in campionato e fuori dalla Coppa Italia, si confermano un colabrodo e così l'Inter, aggressiva ovunque e chirurgica in avanti, risolve la pratica in men che non si dica. Fa festa Simone Inzaghi, re di Supercoppa, che non solo eguaglia due totem come Marcello Lippi e Fabio Capello per trofei vinti nella competizione (quattro), ma soprattutto ritrova una squadra che anche senza Lukaku, lasciato in panchina, gli fa guardare con grande fiducia al futuro. Il Diavolo invece è alle corde, in crisi. Il suo tecnico sembra al momento incapace di dare una sterzata, necessaria non solo per la sfida a febbraio con il Tottenham, ma anche per difendere un posto tra le prime quattro a fine campionato. Per provare a dare solidità alla difesa, Pioli richiama al dovere Kjaer a fianco di Tomori e inserisce Messias sulla trequarti, mosse che cambiano poco su un debole canovaccio di gioco, tra errori, amnesie e confusione che nè Tonali, nè Bennacer in mezzo al campo riescono a domare. Se Theo Hernandez è inesistente, in avanti sono velleitari Brahim Diaz e soprattutto Leao, a parte uno o due spunti, e Girou, ben controllato, gira a vuoto. Inzaghi, privo di Brozovic, ritrova un bel Barella, in mediana con Calhanoglu e Mkhitaryan, mentre le fasce sono affidate a Darmian e Dimarco, ed è proprio quest'ultimo a sfruttare al meglio la prima, enorme crepa della retroguardia rossonera, concludendo con un gran tiro un'azione ideata da Dzeko, perfezionata da Barella che sul filo del fuorigioco lo trova libero sulla sinistra per fulminate Tatarusanu. La partita segna l'esordio del fuorigioco automatico, che sarà adottato in A dalla prima di ritorno ma intanto a Riad conferma la posizione regolare di Barella, facendo girare decisamente il match verso la Milano nerazzurra. Una sgroppata di Leao sembra la giusta reazione, ma il portoghese trova Onana pronto e, poco dopo, è già 2-0. Bastoni con un rasoterra di 60 metri, pesca Dzeko liberissimo sulla sinistra, il bosniaco evita il ritorno di Tonali e batte deciso di destro, senza lasciare scampo al portiere. E' solo il 21' e il ko è già servito, anche perchè ad eccezione di una certa pressione rossonera nel finale di tempo, l'Inter è in agguato e sfiora più volte il 3-0. Forte del vantaggio l'Inter rientra 'morbida' in campo e lascia qualche spazio in più agli avversari, che proprio come a Lecce sono costretti a rimontare. Per questo osano e creano, ma Onana deve parare solo un tiro centrale di Bennacer e quindi Pioli gioca una tripla carta: Kalulu, De Katelaere e Origi per Kjaer, Brahim Diaz e Messias, senza ottenere nulla in cambio. Inzaghi, non soddisfatto dell'atteggiamento dei suoi ma più tranquillo, cambia solo uno spossato Dimarco per Gosens. Il tempo passa in fretta, entrano Gagliardini e Correa per Barella e Dzeko, forse il migliore in campo, ma sale sul palcoscenico Lautaro: al 32' Tomori, esempio lampante di un Milan che si è perso, si fa aggirare con facilità e il campione del mondo con un esterno sinistro infila ancora Tatarusanu e mette le mani sulla Supercoppa. (ANSA). RI

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