domenica 9 agosto 2026
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Segnalazioni

In Africa 1 persona rischia morte ogni 48 secondi causa siccità

Luca Marsi·

In Etiopia, Kenya e Somalia, la siccità potrebbe uccidere una persona ogni 48 secondi.

È quanto denunciano oggi Oxfam e Save the Children con il rapporto Dangerous Delay 2: The Cost of Inaction. A 10 anni dall'ultima carestia che ha fatto 260.000 vittime in Somalia - la metà delle quali bambini sotto i 5 anni - la comunità internazionale rimane sorda, incapace di evitare la fame in Africa orientale.

Al momento, già quasi mezzo milione di persone è in carestia in alcune regioni di Somalia e Etiopia, mentre in Kenya 3,5 milioni soffrono la fame, si legge nella nota. Tutti gli appelli delle Nazioni Unite per la risposta umanitaria nei diversi Paesi sono scarsamente finanziati, a causa di altre crisi, come quella ucraina, aggravando ulteriormente la piaga della fame in questa parte dell'Africa. In Somalia, Etiopia e Kenya, il numero di persone che soffrono la fame estrema è più che raddoppiato dallo scorso anno, passando da 10 a oltre 23 milioni. Ciò accade in Paesi stritolati da un debito che è più che triplicato in meno di un decennio - da 20,7 miliardi di dollari nel 2012 a 65,3 miliardi di dollari nel 2020 - sottraendo risorse ai servizi pubblici e a misure di protezione sociale. Il rapporto, elaborato con il contributo dell'Osservatorio di Jameel, esamina anche i cambiamenti nel sistema di aiuti umanitari dal 2011. Se ne trae che, nonostante la maggiore incisività della risposta alla siccità in Africa orientale del 2017, gli interventi nazionali e globali sono rimasti in gran parte inefficaci, tali insomma da riportare la regione al punto drammatico in cui si trova oggi. "Nessuno dei segnali allarmanti degli ultimi anni ha spinto i leader mondiali ad agire per scongiurare la fame - ha detto Francesco Petrelli, esperto di finanza per lo sviluppo di Oxfam Italia - Si fa sempre troppo poco e troppo tardi; la fame è nient'altro che il fallimento della politica".

(ANSA). COM-DAC

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