Francesco Russo sui 50mila alberi a Trieste: «No propaganda ma scelta su come vogliamo vivere città»

Francesco Russo torna sulla proposta di piantare 50mila alberi a Trieste e risponde alle critiche arrivate negli ultimi giorni, difendendo un progetto che considera concreto, necessario e legato alla qualità della vita futura della città.
L’esponente politico parte da un concetto molto semplice: aumentare significativamente il verde urbano per affrontare estati sempre più calde e rendere maggiormente vivibili strade, piazze e quartieri.
«In questi giorni ho rilanciato una proposta semplice: piantare 50 mila alberi in città», afferma Russo, sottolineando come si aspettasse un consenso trasversale su un tema che, nella sua lettura, riguarda tutti indipendentemente dall’appartenenza politica.
«Anche un albero diventa una questione ideologica»
Russo osserva però come il dibattito si sia rapidamente trasformato in uno scontro.
«Da noi anche un albero diventa una questione ideologica», afferma, citando le critiche apparse sui social: costi troppo elevati, difficoltà realizzative, mancanza di risorse e accuse di propaganda.
Secondo Russo, però, parte delle contestazioni avrebbe finito per concentrarsi più sulla sua figura politica che sulla proposta vera e propria.
«La cosa interessante è che non stanno criticando l’idea. Stanno criticando me. Che è sempre più facile: l’albero non risponde, io sì».
Il paragone con Milano
Per sostenere la fattibilità di interventi su larga scala, Russo richiama l’esperienza di Milano e il progetto Forestami.
Nel suo intervento ricorda che dal 2018 sarebbero stati piantati oltre 600mila alberi e arbusti, con l’obiettivo di arrivare a tre milioni entro il 2030.
Un confronto utilizzato per ridimensionare, almeno nelle intenzioni, la portata dei 50mila alberi proposti per Trieste.
«Qui ne proponiamo 50 mila e sembra di aver chiesto di spostare il Carso», ironizza.
«Certo che costa, certo che è complesso»
Russo non nega le difficoltà.
Decementificare, depavimentare e riprogettare gli spazi urbani richiede risorse, progettazione e interventi strutturali.
«Certo che costa. Certo che è complesso», afferma.
Ma la domanda che pone è politica: continuare a parlare degli effetti del caldo oppure scegliere di investire in misure concrete capaci di modificare progressivamente la città?
«Trieste non è un museo sotto vetro»
Uno dei passaggi più netti riguarda l’idea stessa di città.
«Trieste è bellissima. Ma non è un museo da conservare sotto vetro. È una città in cui vivere», sostiene Russo.
Per lui il tema del verde urbano deve quindi essere affrontato non soltanto dal punto di vista estetico, ma come elemento della futura vivibilità cittadina.
Il ragionamento guarda soprattutto alle estati dei prossimi anni, che Russo immagina sempre più difficili sul fronte delle temperature.
Il tema sociale del caldo
Nella proposta dei 50mila alberi Russo inserisce anche una dimensione sociale.
Secondo il suo ragionamento, il caldo non colpisce tutti nello stesso modo: chi dispone di maggiori possibilità economiche può affrontarlo più facilmente, mentre chi non può permettersi lunghi periodi fuori città o un utilizzo continuo del condizionatore dispone di meno alternative.
«Il cambiamento climatico non è democratico: colpisce tutti, ma pesa di più su chi ha meno alternative», afferma.
La priorità, nella sua visione, dovrebbe quindi essere quella di creare spazi pubblici più vivibili e accessibili a tutti.
La stoccata sull’ovovia e sui fondi Pnrr
Nel finale Russo torna anche su uno dei dossier che negli ultimi anni ha maggiormente diviso la politica triestina: l’ovovia.
Con una battuta rivolta a chi oggi giudica eccessivamente ambiziosa la proposta dei 50mila alberi, Russo ricorda di essere stato a lungo indicato come esponente del fronte del «no se pol» proprio per la sua contrarietà all’opera.
Poi la stoccata:
«Con quei 50 milioni del PNRR, oggi potremmo discutere all’ombra. Letteralmente».
Secondo Russo, quelle risorse avrebbero potuto essere indirizzate verso una grande trasformazione verde della città.
La sfida sulle priorità
La proposta diventa quindi anche un confronto sulle priorità future di Trieste.
Non soltanto quanti alberi piantare, ma quale modello urbano scegliere per i prossimi decenni.
Russo continua a indicare nei 50mila alberi un obiettivo simbolico e concreto allo stesso tempo: più ombra, meno superfici impermeabili, maggiore vivibilità e una risposta strutturale alle temperature elevate.
E alle critiche risponde con una linea chiara: essere ambiziosi, secondo lui, non significa proporre qualcosa di impossibile, ma decidere di cambiare una città prima che sia il clima a imporre il cambiamento.
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