Alberi in “scatola” nelle piazze, Cimolino (AVS) : «Verde rischia di diventare solo arredo urbano»

La segretaria provinciale di Verdi - Alleanza Verdi e Sinistra, Tiziana Cimolino, interviene sul progetto dei cosiddetti “rifugi climatici” realizzati a Trieste attraverso l’arrivo di 13 platani in vaso collocati tra piazza Venezia, piazza della Borsa e piazza Ponterosso.
Cimolino riconosce l’importanza del verde urbano, ma contesta le modalità con cui l’intervento è stato realizzato e pone una serie di interrogativi sulla reale efficacia della scelta.
«Un’idea lodevole sulla carta, ma con molti dubbi»
Secondo Cimolino, l’obiettivo di creare zone d’ombra e contrastare gli effetti del caldo estivo è condivisibile, ma il modo in cui i platani sono stati sistemati nelle piazze rischierebbe di produrre l’effetto opposto.
«Un’idea che sulla carta sembra lodevole, ma nei fatti solleva enormi dubbi tecnici ed ecologici», afferma.
Il primo elemento contestato riguarda il periodo scelto per collocare le piante.
Il nodo del caldo estivo
Cimolino sottolinea che inserire alberi nel pieno del mese di agosto significa, a suo giudizio, esporli a condizioni di forte stress.
«Piantare alberi ad agosto, durante il picco di calore estivo, significa sottoporre le piante a uno stress termico idrico devastante», sostiene.
La segretaria provinciale di Verdi - AVS aggiunge che alcuni esemplari mostrerebbero già segni di sofferenza.
Si tratta di una valutazione politica e tecnica espressa da Cimolino, che richiama l’attenzione sulla necessità di garantire alle piante condizioni adeguate fin dal momento dell’installazione.
Le dimensioni delle fioriere
Altro punto critico riguarda le dimensioni dei contenitori.
Le fioriere, indicate nelle dimensioni di 120 per 120 centimetri, sarebbero secondo Cimolino troppo ridotte per una specie come il platano, caratterizzata da un apparato radicale importante.
La critica si concentra anche sul materiale delle fioriere.
«Il metallo si surriscalda sul calpestio delle piazze, trasformandole in una trappola di calore per il sistema radicale», osserva.
Per Cimolino, dunque, il problema non sarebbe soltanto estetico, ma riguarderebbe la possibilità stessa di garantire alle piante una crescita e una permanenza adeguate nel tempo.
«Il rifugio climatico vero nasce dalla depavimentazione»
La segretaria provinciale di Verdi - AVS distingue nettamente tra arredo urbano verde e interventi strutturali di forestazione.
«Un vero rifugio climatico nasce dalla depavimentazione e dalla piantumazione in terra piena», afferma.
Secondo Cimolino, collocare alberi in vaso può certamente modificare l’aspetto delle piazze e offrire temporaneamente un po’ di ombra, ma non avrebbe lo stesso valore di un intervento capace di restituire terreno permeabile agli spazi urbani.
La critica è quindi rivolta alla prospettiva di lungo periodo.
«Verde di facciata o intervento destinato a durare?»
Cimolino definisce le installazioni un’operazione di arredo urbano costosa, caratterizzata da un elevato fabbisogno d’acqua e da una durata che considera incerta.
Il tema sollevato è quello dell’effettiva sostenibilità dell’intervento, soprattutto se l’obiettivo dichiarato è quello di contrastare le temperature elevate e migliorare la vivibilità delle piazze.
Per la rappresentante di Verdi - AVS, la priorità dovrebbe essere una progettazione strutturale del verde cittadino, capace di integrarsi con il suolo e con l’ambiente urbano.
«Il verde serve, ma va progettato bene»
Cimolino conclude ribadendo che la sua posizione non è contraria all’aumento degli alberi in città.
«Il verde urbano serve ed è fondamentale, ma va progettato con rispetto per la botanica, non con interventi d’immagine a 40 gradi», afferma.
La questione, quindi, non riguarda il principio di introdurre più verde nelle piazze triestine, ma il modo in cui questo viene fatto.
Da qui la domanda politica posta da Cimolino: i platani in vaso rappresentano davvero una soluzione climatica efficace oppure rischiano di rimanere un intervento soprattutto simbolico e temporaneo?
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