Grido di allarme dai canili italiani: “30.000 cani sono denutriti e rischiano di morire”
nnesimo grido d'allarme dei canili del sud Italia che mai come quest'anno vivono in una situazione di sovraffollamento rispetto alla capienza massima a causa dell'aumento degli abbandoni e delle remissione di proprietà che hanno portato nei canili italiani nei primi dieci mesi del 2022 oltre 57.000 cani in più rispetto alle entrate fisiologiche che comunque ammontano anch'esse a diverse decine di migliaia di cani e di questi oltre il 50% nei canili delle regioni del centro sud creando problemi seri di sovraffollamento delle strutture già molte delle quali erano già oltre la capienza massima prima di questo boom di rinunce di proprietà. "Il sovraffollamento porta con se diverse problematiche a partire da quelle inerenti lo stato di salute dei cani ospiti che si trovano rinchiusi sempre in spazi più angusti e spesso senza alcuna possibilità di uscire per la passeggiata, non diciamo tutti i giorni ma nemmeno una volta alla settimana. Vi sono poi problemi di gestione degli spazi, di pulizia e di alimentazione- scrivono nella loro nota di denuncia gli animalisti dell'Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente AIDAA- Le situazioni peggiori sono nelle strutture di Sicilia, Calabria e Campania dove molto spesso nei canili non possono entrare i volontari e dove i casi di maltrattamento che si sommano ai problemi esposti creando una situazione di rischio per la vita ed la stessa sopravvivenza delle decine di mgliaia di cani presenti in quelle strutture, sono almeno- concludono gli animalisti- 30.000 i cani a rischio denutrizione e molti quelli che per malnutrizione rischiano di morire,la questione non può essere ignorata ancora a lungo dalle autorità nazionali e locali prima che la tragedia si compia".
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