Pubblichiamo da dott Fulvio ZORZUT Medico Epidemiologo Specialista in Igiene e Medicina Preventiva Ordine dei Medici di Trieste n 2415
Coprifuoco e altre amenità
Premesso che la situazione della pandemia peggiora e questo andamento ormai continuerà fino a primavera, anche se il numero dei soggetti positivi è direttamente collegato ai tamponi effettuati (più tamponi più positivi), le misure proposte dal governo sono discutibili e apparentemente inefficaci dal punto di vista medico, perchè non vanno ad incidere sulla diffusione reale del virus, ma sulla libertà personale dei cittadini. L'epidemiologia descrittiva, di campo, inevitabilmente sconfina anche in valutazioni extra scientifiche, sfiorando la politica.
Vediamo alcune considerazioni:
Viene ufficialmente sancito che dopo le 23, o addirittura prima, a seconda delle regioni il virus è più aggressivo e diffusivo mentre dopo le 5 del mattino ridiviene più mite e si può ricominciare a circolarecon la pietosa rassicurazione che sarà fino a metà novembre, quando l'orizzonte temporale epidemico ormai è la prossima primavera
Si scopre che In palestra e piscina si rischia di più il contagio che in un ristorante/bar/pizzeria/pub affollati, ad esempio all'ora di pranzo,
Al tavolo in ristorante si può stare in sei, numero magico che ricorre, ma solo fino alle 23, in realtà dovendo correre a casa già alle 22.30 per non incappare nei controlli stradali tenendo ben stretto lo scontrino fiscale come prova
Non si menziona il distanziamento tra commensali, ne lo spazio a disposizione, ne il numero di ricambi d'aria in ambienti climatizzati. Sei persone possono stare sedute ad un tavolo da dodici oppure pigiate tra loro.
Se è una festa o un matrimonio con torta e brindisi non sono ammessi più di 30 commensali, altrimenti si.
le consumazioni in piedi sono consentite solo fino ad una certa ora, perchè nuovamente il virus ridiventa evidentemente più aggressivo in ore serali, soprattutto stando in piedi.
A casa propria si può mangiare la pizza in sei, in cinque nessun problema, ma in sette scoppia il rischio contagio e addirittura qualche ministro si lascia sfuggire che le delazioni dei vicini possano essere raccomandabili.
Viene spontaneo un paragone con la DDR negli anni 60-70-80 dove c'erano i capi condominio che riferivano alla STASI, la polizia politica comunista, di eventuali comportamenti non ortodossi.
In alcune regioni viene reintrodotta un’autodichiarazione associata alla ormai consueta multa dai 400 ai 3mila euro.
I mezzi pubblici, autobus, treni, metro invece possono essere sovraffollati a prescindere, bè non si possono aumentare il numero delle corse o dei mezzi quindi è consentita la massima tolleranza e il rischio contagio sarebbe escluso.
Per gli eventi sportivi invece possono stare 1000 persone in palazzetti al chiuso sarebbe interessante conoscere gli studi che stabiliscono questi numeri.
I posti letto in terapia intensiva la cui carenza è la causa reale di questo affannoso scaricabarile sui cittadini, non sono stati incrementati, a livello nazionale, in modo significativo durante la tregua dei mesi estivi. La nostra Regione è una felice eccezione.
Qualcuno si è accorto che per un posto letto ci vogliono medici e infermieri altamente specializzati nella gestione della rianimazione e anestesia, su turni h 24, ne mancano 4.000, a seconda delle fonti, ma in Italia non ci sono e non si formano in pochi mesi.
Niente ricambio generazionale, con pensionamenti di sanitari in massa per raggiunti limiti di età
Durante la II guerra mondiale, nel 1945, dalle catene produttive tedesche, uscivano ancora centinaia di caccia Messerschmitt, ma non c'erano più piloti in grado di utilizzarli.
Incrementi salariali dei sanitari sempre con il contagocce per decenni, blocco dei contratti per 10 anni, salvo poi divenire eroi, salvatori della patria a tempo, per ritornare, finita l'emergenza, nei ranghi.
Quindi la colpa dell'incremento dei positivi, che è ben ricordare non significa affatto ammalati, dei decessi, dei rapporti tamponi/positivi in aumento, della saturazione delle terapie intensive sottodimensionate, dell'incapacità di poter continuare con il tracciamento dei contatti per i troppi positivi e il poco personale con “expertise”, vera ragione per cui l' App Immuni è inutilizzabile, sono i comportamenti sociali degli italiani, vacanzieri, ballerini, nottambuli, festaioli domestici, ammalati di movida o di sport amatoriali, non le mancanze pluridecennali previsionali e operative delle classi politiche che si sono succedute al governo e che non hanno investito in terapia e prevenzione,