Trieste e turismo degli eventi, Federalberghi: “Concerto può riempire alberghi, ristoranti e negozi” (VIDEO)

Un concerto o uno spettacolo possono trasformarsi in molto più di una singola serata. Possono generare pernottamenti, riempire ristoranti, portare clienti nei negozi e aumentare la permanenza media dei visitatori. È il modello descritto dal presidente di Federalberghi Trieste Maurizio Giudici durante la diretta di Trieste Cafe alla Sagra de la Sardela.
Teatro e turismo, un rapporto concreto
Alla domanda se musica, danza e grandi eventi possano realmente convincere un turista a trascorrere una notte in più a Trieste, Giudici non ha avuto dubbi.
«Sì, assolutamente sì».
Il presidente di Federalberghi ha parlato di testimonianze concrete, ricordando esperienze realizzate anche con il pubblico austriaco.
In passato sono stati inoltre sperimentati meccanismi che prevedevano agevolazioni teatrali per chi soggiornava almeno due notti negli alberghi cittadini.
Un biglietto può allungare il soggiorno
La logica è semplice: offrire al visitatore una ragione in più per restare.
Un calendario culturale costruito bene può diventare quindi uno strumento di politica turistica a tutti gli effetti.
Giudici ha citato il Teatro Verdi, il Rossetti e l’operetta come elementi capaci di rafforzare l’immagine di Trieste e di allungare la stagione oltre i periodi tradizionalmente più frequentati.
L’effetto economico si allarga alla città
Il valore di un evento non finisce con l’apertura del sipario.
Giudici ha richiamato l’esempio di un sold out al Rossetti che, secondo quanto raccontato durante la diretta, aveva contribuito a riempire numerosi alberghi della città.
Il visitatore arrivato per assistere allo spettacolo aveva poi consumato altri servizi.
«Sono andati a cena, hanno pranzato, hanno comprato nei nostri negozi», ha ricordato.
Ed è precisamente questa ricaduta allargata che Federalberghi considera strategica.
«È questo il vero obiettivo dello sviluppo turistico».
Cultura significa anche qualità
Secondo Giudici il binomio tra turismo e cultura va letto anche attraverso il concetto di qualità.
Trieste possiede teatri, storia, architettura, multiculturalità e una forte identità cittadina.
Tutti elementi che possono attirare un visitatore disposto non soltanto a passare poche ore in centro, ma a vivere più profondamente la destinazione.
«Cultura è anche qualità», ha sottolineato il presidente di Federalberghi.
La sfida della destagionalizzazione
Una programmazione teatrale e musicale forte può inoltre ridurre la dipendenza dal turismo strettamente estivo.
Il Rossetti, secondo Giudici, opera già in questa direzione grazie alla capacità di attrarre pubblico anche in periodi differenti dell’anno.
La crescita futura di Trieste passa quindi anche dalla possibilità di trasformare concerti, spettacoli, festival ed eventi in veri prodotti turistici.
Non eventi isolati, ma occasioni programmate e promosse in anticipo sui mercati di riferimento.
Il turista non compra soltanto una camera
La riflessione di Giudici restituisce così una visione del turismo molto più ampia del semplice pernottamento.
Il visitatore compra una camera, ma anche una cena, un pranzo, un biglietto, un acquisto, un servizio di trasporto e un’esperienza.
Più la città riesce a costruire motivazioni per restare, maggiore può essere la ricaduta economica sull’intero sistema.
Ed è proprio in questa direzione che cultura, spettacolo e turismo possono diventare tre facce della stessa strategia di sviluppo.
DI SEGUITO IL VIDEO
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