Atti persecutori contro marito e figli, finisce in carcere in Veneto
i Carabinieri della Compagnia di Castelmassa su delega della Procura della Repubblica di Rovigo hanno eseguito un'ordinanza di applicazione della misura cautelare della custodia in carcere nei confronti di una 48enne, residente in un comune altopolesano, ritenuta responsabile di atti persecutori nei confronti del marito e dei figli. Lo scorso 18 maggio, la donna su richiesta della Procura era stata sottoposta alla misura cautelare del divieto di avvicinamento alle parti lese, con divieto assoluto di comunicazione con le stesse, le cui modalità di esecuzione venivano successivamente aggravate, a seguito delle segnalazioni delle vittime, mediante l'applicazione del braccialetto elettronico, di cui agli inizi del mese era stata disposta la rimozione. La donna però non cessava le proprie condotte, presentandosi reiteratamente e insistentemente presso la casa coniugale, introducendosi nel giardino, suonando ripetutamente il campanello, contattando il marito, che non le rispondeva al telefono, e avvicinandolo, sino a salire a bordo della sua automobile. La trasgressione alle prescrizioni imposte era segnalata dai Carabinieri alla Procura della Repubblica di Rovigo che richiedeva al Tribunale istanza di aggravamento della misura cautelare in corso, ottenendo l'applicazione della custodia cautelare in carcere. La donna è stata tratta in arresto e tradotta nella casa circondariale di Verona Montorio. (ANSA). CO-COM ANSA
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