Protezione civile. Riccardi: "Nei giovani futuro di patrimonio nato nel 1976"

"Ringrazio il Liceo Grigoletti, la dirigente scolastica e soprattutto i ragazzi che stanno partecipando a questo progetto con entusiasmo, passione e grande capacità. È un'esperienza di straordinario valore perché rafforza il legame tra il mondo della scuola e quello della Protezione civile, consentendo alle nuove generazioni di conoscere una pagina fondamentale della storia del Friuli e di raccontarla con linguaggi vicini ai loro coetanei". Lo ha affermato questa mattina l'assessore regionale con delega alla Protezione civile, Riccardo Riccardi, intervenendo al Liceo Grigoletti di Pordenone alla presentazione del progetto "Se accadesse oggi?", promosso in occasione del cinquantesimo anniversario del terremoto del Friuli del 1976. Presenti all'incontro anche la dirigente scolastica dell'istituto, Ornalla Varin e il direttore centrale della Protezione civile del Friuli Venezia Giulia, Amedeo Aristei. L'iniziativa coinvolge cinque studenti delle classi terze dell'istituto che, selezionati dai docenti per le loro attitudini e il loro talento nella comunicazione, hanno dato vita a una vera e propria redazione sul campo. Nel ruolo di giovani cronisti, seguono gli eventi legati alle celebrazioni del cinquantenario del sisma, realizzando contenuti destinati ai canali social della Protezione civile del Friuli Venezia Giulia.
Nel corso dell'incontro è stato evidenziato come il progetto stia già producendo risultati significativi: nelle ultime settimane le visualizzazioni dei canali social della Protezione civile sono aumentate di oltre il 300 per cento, segno della capacità dei giovani reporter di intercettare l'interesse delle nuove generazioni e di avvicinarle ai temi della cittadinanza attiva e del volontariato. "Noi siamo i figli di quella storia e voi ne siete i nipoti - ha osservato Riccardi rivolgendosi agli studenti -. Non si può comprendere il presente senza conoscere il passato. Il terremoto del 1976 non è stato soltanto una tragedia, ma anche il momento in cui una classe dirigente lungimirante ha saputo costruire un modello di ricostruzione, di sviluppo e di partecipazione che ha cambiato il Friuli e ha dato origine, tra le tante cose che ha prodotto, anche al moderno sistema della Protezione civile".
L'assessore ha quindi sottolineato come il sistema nato cinquant'anni fa rappresenti ancora oggi una delle più importanti esperienze di volontariato organizzato del Paese, capace di affrontare sfide sempre nuove, dall'emergenza pandemica agli eventi meteorologici estremi, fino alle attività di prevenzione e previsione dei rischi. "Davanti a noi c'è oggi però una grande sfida - ha aggiunto Riccardi -: fare in modo che questa esperienza non si esaurisca. Per continuare a vivere ha bisogno di nuove energie, nuove idee e nuove generazioni disposte a mettersi a disposizione della comunità. Il nostro compito è passarvi il testimone, creando le condizioni affinché possiate avvicinarvi a questo mondo e portare avanti questa straordinaria esperienza con gli stessi valori che l'hanno fatta nascere, facendo ancora meglio di quanto abbia saputo fare la nostra generazione". "Se il movimento della Protezione civile venisse meno - ha concluso l'assessore - il nostro territorio sarebbe sicuramente più fragile. Per questo è fondamentale coinvolgere i giovani, trasmettere loro il valore dell'impegno civico e della responsabilità verso gli altri. È il messaggio più importante che vogliamo lasciare nel cinquantesimo anniversario del terremoto del Friuli. E voi ci stando aiutando in questa missione".
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