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Cronaca

Missione Monte Canin, Club Alpinistico Triestino torna alla ricerca dei segreti nascosti sotto la montagna

Luca Marsi·
Missione Monte Canin, Club Alpinistico Triestino torna alla ricerca dei segreti nascosti sotto la montagna

Ha preso ufficialmente il via la tradizionale missione speleologica estiva del Club Alpinistico Triestino (CAT) sul massiccio del Monte Canin, uno dei più importanti laboratori naturali del carsismo d'alta quota in Europa. Una campagna che il sodalizio triestino porta avanti da circa cinquant'anni e che anche quest'anno vedrà gli speleologi impegnati fino al mese di settembre nell'esplorazione del sottosuolo e nella ricerca di nuove cavità.

Un'imponente organizzazione per allestire il campo base

La giornata inaugurale è stata dedicata alla realizzazione del campo base, un'operazione che ha richiesto una complessa organizzazione logistica. Dalle 9 del mattino uomini e materiali sono stati trasportati in quota con un elicottero in partenza da Sella Nevea.

In appena venti minuti e attraverso quattro rotazioni del velivolo sono stati trasferiti nove speleologi insieme a sei grandi contenitori per un totale di circa 800 chilogrammi di materiale.

Tra le attrezzature trasportate figuravano tende, corde, equipaggiamento speleologico individuale e collettivo, strumenti topografici, viveri, riserve d'acqua, attrezzature da cucina e tutto il necessario per consentire settimane di attività in completa autosufficienza.

Campo operativo in poche ore

Terminato il trasporto, gli speleologi hanno provveduto al montaggio della tenda sociale e delle tende personali, all'organizzazione dei materiali nei contenitori etichettati e all'allestimento della cambusa con tutte le scorte alimentari.

Alle 14 il campo risultava completamente operativo. Dopo aver verificato la sicurezza delle strutture e delle attrezzature, il gruppo è sceso al Rifugio Celso Gilberti per una breve sosta prima del rientro a Sella Nevea tramite la cabinovia e successivamente a Trieste.

Obiettivo: nuove esplorazioni nel cuore del Canin

Il campo resterà attivo fino a settembre e ospiterà, a rotazione, numerose squadre di speleologi esperti del Club Alpinistico Triestino.

La campagna 2026 sarà concentrata soprattutto sull'esplorazione di tre nuove cavità individuate durante le ricognizioni del 2025. Le avverse condizioni meteorologiche e l'arrivo dell'autunno avevano infatti costretto a sospendere le operazioni, ora riprese con l'inizio della stagione estiva.

Parallelamente proseguiranno anche le ricerche nella Grotta G1, scoperta dal CAT due anni fa e già esplorata fino a circa 270 metri di profondità. Le caratteristiche della cavità e le correnti d'aria rilevate fanno ritenere agli speleologi che il sistema possa proseguire ancora più in profondità, aprendo prospettive esplorative particolarmente interessanti.

Ricerca continua di nuove cavità

Oltre al completamento delle esplorazioni già avviate, le squadre effettueranno anche battute sistematiche di superficie nelle aree ancora poco investigate del massiccio, alla ricerca di nuovi ingressi.

Ogni eventuale nuova cavità sarà documentata, rilevata topograficamente e inserita nel Catasto Speleologico Regionale secondo le procedure previste.

Il Monte Canin resta uno dei grandi laboratori del carsismo europeo

Negli ultimi anni le campagne del Club Alpinistico Triestino, anche grazie alle collaborazioni con gruppi speleologici italiani e dell'Europa orientale, hanno prodotto risultati scientifici di grande rilievo con importanti sviluppi esplorativi nelle cavità Il Giglio e G1.

Il massiccio del Monte Canin rappresenta infatti uno dei sistemi carsici più estesi e complessi d'Europa. Sul versante italiano sono state censite oltre mille cavità e le esplorazioni condotte negli ultimi decenni hanno contribuito alla realizzazione del Sistema del Monte Canin, il più esteso sistema ipogeo italiano, con uno sviluppo complessivo che sfiora i 90 chilometri.

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