Mafia: Rosolen, reti legalità e sicurezza argine caporalato e sommerso
"L'Amministrazione regionale, in modo coordinato con le altre Regioni e grazie ai fondi del Governo nazionale, lotta contro le distorsioni del mercato: lavoro irregolare e sommerso, caporalato e tutte le forme di sfruttamento. Per fronteggiare tutto questo è fondamentale costruire reti trasversali e integrate di legalità e di sicurezza. Con le norme cerchiamo di evitare il presentarsi di queste situazioni, mentre con le reti di sicurezza tracciamo le vie d'uscita per chi viene toccato da questi fenomeni".
Lo ha sostenuto l'assessore al Lavoro Alessia Rosolen che questa mattina a Trieste ha partecipato al convegno "Il caporalato - Il rischio delle connessioni con le criminalità organizzate e l'immigrazione clandestina", organizzato dall'Osservatorio regionale antimafia.
"La Direzione Lavoro della Regione sta operando costantemente in questa direzione in partnership con le forze dell'ordine, l'Inail, l'Inps e l'Ispettorato nel pieno rispetto dei compiti previsi dalla legge e dall'autonomia assegnata al Friuli Venezia Giulia. Un'attività - ha spiegato Rosolen - che riguarda in particolare le quote lavorative soprattutto in agricoltura e che ci ha consentito di far emergere e di contrastare con determinazione situazioni di forte irregolarità".
Nel corso del suo intervento Rosolen si è soffermata sul metodo di assegnazione delle quote. "Purtroppo è un dato di fatto che questo metodo non rappresenti un aiuto concreto al superamento dei fenomeni di illegalità - ha sottolineato l'assessore -. Questo sistema, anche se portato avanti nel rispetto delle regole, dà risposte apparenti a quelle che sono le reali necessità del territorio. In sostanza, preferendo mano d'opera a basso costo, importiamo numeri e non competenze. Una situazione sulla quale la politica e le istituzioni sono chiamate a riflettere con grande attenzione".
"Si tratta di una realtà complessa che non è generata da un'unica causa così come non esiste una soluzione o una norma che da sole possano superare queste criticità. Dobbiamo invece mettere in campo in modo trasversale - ha affermato l'esponente della Giunta Fedriga - una pluralità di azioni che deve essere accompagnata da una diffusa assunzione di responsabilità da parte di numerosi soggetti".
"La mafia non si elimina da sola. Oggi è ancora più articolata, velenosa e pericolosa ed è dotata di nuovi strumenti ma si combatte certamente con le norme, con le attività di controllo sul territorio e con uno sforzo comune da parte dell'intera nostra società. L'obiettivo fondamentale - ha concluso Rosolen - resta però quello di garantire le vie d'uscita da queste situazioni".
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