Lingua friulana, l'allarme del Patto per l'Autonomia: «Persi 160mila parlanti in dieci anni, serve una svolta»

"A trent'anni dall'approvazione della legge regionale 15 del 1996, provvedimento cardine per la tutela e la promozione della lingua e della cultura friulana, emerge con chiarezza la necessità di una svolta. Le rilevazioni scientifiche registrano infatti un calo significativo dei parlanti (160mila in dieci anni) e l'esperienza quotidiana conferma una scarsa attenzione politica e istituzionale verso la tutela linguistica. È quanto emerso dall'incontro 'Lingua friulana. Un bilancio trent'anni dopo la prima legge di tutela', promosso dal Gruppo consiliare del Patto per l'Autonomia-Civica Fvg e moderato da Elia Mioni, direttore editoriale de Il Passo Giusto". Lo fa sapere in una nota il capogruppo del Patto per l'Autonomia-Civica Fvg, Massimo Moretuzzo, all'indomani dell'evento.
"La Lr 15/1996 rappresenta ancora oggi un passaggio politico e istituzionale di straordinaria rilevanza. Una norma coraggiosa - afferma Moretuzzo, a cui erano state affidate le conclusioni del convegno -, frutto di un lavoro d'Aula approfondito e trasversale, reso possibile da una classe politica capace di guardare oltre le appartenenze. A trent'anni di distanza è necessario riprendere quel percorso: riconoscere i risultati raggiunti, ma anche la necessità di fare molto di più per invertire il trend che vede diminuire costantemente il numero dei parlanti".
Il consigliere ribadisce che "la tutela delle lingue minorizzate è strettamente legata agli spazi di autonomia che la Regione sceglie di esercitare. Per questo è indispensabile una nuova norma di attuazione dello Statuto di autonomia che ampli le competenze regionali in materia di lingue minoritarie. Una richiesta approvata quasi all'unanimità dal Consiglio regionale oltre due anni fa, ma che la Giunta non ha ancora tradotto in una
proposta da sottoporre alla Commissione paritetica Stato-Regione".
Dalla nota si apprende che nel corso dell'incontro "Sergio Cecotti, già presidente della Giunta regionale e sindaco di Udine, ha ripercorso con la consueta ironia il cammino che ha portato alla definizione e all'approvazione della norma, sottolineando la volontà politica trasversale che ha reso possibile la prima legge di tutela globale del friulano. La consigliera comunale di Udine con delega all'identità friulana e al plurilinguismo, Stefania Garlatti-Costa, ha richiamato il clima di entusiasmo che è seguito all'approvazione della legge.
Lorenzo Fabbro, già presidente dell'Agenzia regionale per la lingua friulana, ha offerto una fotografia aggiornata della situazione, evidenziando la necessità di una politica linguistica di valore".
ACON/COM/rcm
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