FVG, nasce "Memorie76": la storia del terremoto in una piattaforma digitale open-source

"Dalle macerie del sisma la nostra regione ha saputo ripartire e trasformarsi in uno dei territori più avanzati d'Italia e d'Europa: questo percorso richiede non solo gratitudine ma anche conoscenza ed è per questo che una composizione digitale di immagini e documenti del terremoto del 1976 rappresenta un'operazione di informazione e di memoria collettiva fondamentale a disposizione di tutti".
Lo hanno affermato gli assessori regionali al Patrimonio Sebastiano Callari e alla Protezione civile Riccardo Riccardi presentando "Memorie76", raccolta digitalizzata e contestualizzata promossa dalla Regione Friuli Venezia Giulia di 12mila immagini in cui confluiscono istantanee ma anche atti e documenti della stagione del terremoto. L'iniziativa è stata realizzata in collaborazione con la Fondazione MAIRE-ETS.
Come ha spiegato Callari, "si tratta di un'opera aperta, di un lavoro open-source che può essere arricchito da tutti coloro che ritengono di poter aggiungere materiali utili e interessanti".
Riccardi si è soffermato sui pilastri della ricostruzione: la lungimirante valutazione sulla convenienza sociale delle scelte, la sussidiarietà istituzionale applicata e la solidarietà nazionale e internazionale "dovuta anche ai flussi migratori dei friulani che avevano esportato laboriosità e rispetto per le comunità cui avevano avuto accesso, venendone ripagati". Altri due perni della ricostruzione, come ha osservato Riccardi, furono l'unità della gente con i corpi dello Stato e la proiezione della ricostruzione in un orizzonte proattivo di sviluppo. Per quanto riguarda l'azione politica, "è un esempio che vale ancora per oggi: al mattino sui temi correnti i partiti contrastavano, al pomeriggio sulla ricostruzione abbandonavano la clava e trovavano le convergenze".
Callari ha insistito sulla scelta di parlare del sisma, di fare conoscere la vicenda del terremoto. "Non vogliamo tacere, come qualcuno aveva suggerito, ma vogliamo invece raccontare la nostra vicenda drammatica ad alta voce perché tutti sappiano come andarono le cose e perché anche le nuove generazioni ne siano consapevoli. Il nostro Paese - così l'assessore al Patrimonio - ha subito molte tragedie che hanno lasciato dolori inenarrabili e lacune mai colmate: la differenza è, invece, che dal sisma del '76 il Friuli Venezia Giulia è diventato, attraverso un percorso virtuoso che oggi è riconosciuto come modello, una comunità straordinariamente coesa". "Merito - ha chiosato Riccardi, presidente del Comitato per il 50esimo del terremoto - di una classe dirigente che seppe guidare la trasformazione di un'area principalmente agricola a un territorio dai presupposti ripensati e rinnovati, strutturato sotto il profilo delle arterie di collegamento e della formazione, con la fondamentale nascita dell'Università di Udine".
Alla conferenza stampa di presentazione di "Memorie76" è intervenuto anche il soprintendente archivistico del Friuli Venezia Giulia Luca Caburlotto.
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