Discendenti Fvg: Regione, proposta stretta sulla cittadinanza è errore

Imporre restrizioni all'acquisizione della cittadinanza per coloro che hanno origini italiane rappresenta un errore gravissimo. Ciò risulta ancor più evidente considerando che la Regione sta investendo per mantenere vivo il legame con i discendenti di quanti, in passato, emigrarono dal Friuli Venezia Giulia verso ogni parte del mondo, anche in un'ottica di ritorno occupazionale. Basti pensare che alcuni dei giovani impegnati nel progetto di alta formazione 'Origini', dopo lo stage, hanno ricevuto l'offerta di rimanere in un'azienda del territorio.
Questo il concetto espresso oggi a Trieste dall'assessore regionale alle Autonomie locali all'incontro con gli studenti del progetto 'Origini Italia', un programma formativo in Export management e sviluppo imprenditoriale, destinato ai discendenti di emigrati italiani residenti all'estero. Gestito dalla Mib Trieste School of Management, il progetto è realizzato in collaborazione con la Regione e gode del patrocinio dell'Ita - Italian Trade Agency e del ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale.
Come ha spiegato l'esponente della Giunta regionale, il Friuli Venezia Giulia sta crescendo significativamente: oggi registra il tasso di disoccupazione più basso di sempre e il tasso di occupazione più alto mai rilevato. Questo comporta che le aziende possono crescere solo fino a un certo punto, dopodiché, se non trovano più lavoratori, non riescono a proseguire nello sviluppo. In questa situazione vi sono due possibili scelte: da un lato, accogliere sul territorio persone che non condividono la cultura, la lingua e l'identità italiane; dall'altro, favorire l'arrivo di giovani legati all'Italia, che ne condividono i valori e possiedono un'identità affine, risultando quindi già naturalmente integrati nella società. In tale contesto la Regione Friuli Venezia Giulia si impegnerà affinché a livello Parlamentare si possa giungere a un ripensamento del decreto.
L'assessore ha poi ricordato come nella giornata di ieri l'attenzione di tutti si sia concentrata sui dazi. In merito, è stato osservato come permanga un cauto ottimismo: in passato, anche in situazioni complesse, si è sempre riusciti a trovare una via d'uscita, e si confida che ciò avvenga anche in questa occasione. Non si tratta infatti di una sfida che riguarda solo le imprese, ma l'intera società: dalle istituzioni al settore pubblico e privato, è necessario attivare una reazione collettiva, pur consapevoli dei limiti di intervento diretti su dinamiche globali.
Su ciò che si può realmente incidere è fondamentale investire in formazione e nella qualità dei prodotti. In quest'ottica, l'assessore ha evidenziato il ruolo attivo di chi, come i giovani del progetto Origini Italia, ha avuto l'opportunità di conoscere da vicino le realtà produttive del territorio, anche attraverso esperienze di stage che in qualche caso potrà tradursi in una concreta opportunità occupazionale.
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