“Zone tagliate e carichi raddoppiati”: sindacati denunciano il caos nei servizi postali a Trieste
A Trieste tornano al centro dell’attenzione le condizioni dei servizi postali, con una presa di posizione congiunta di SLC CGIL e UIL Poste che intervengono dopo le segnalazioni emerse nelle ultime settimane. In un comunicato, le organizzazioni sindacali richiamano l’attenzione su una serie di criticità legate alla riorganizzazione del recapito e alla situazione degli uffici postali.
Secondo quanto riportato, la riorganizzazione avviata nei mesi scorsi avrebbe comportato l’accorpamento di zone di recapito e la soppressione di alcune aree operative, con un conseguente aumento del carico di lavoro sulle zone rimaste attive.
“Aumento del carico di lavoro e problemi per la cittadinanza”
Nel documento sindacale si evidenzia come i cambiamenti organizzativi abbiano avuto ripercussioni non solo sui lavoratori, ma anche sul servizio reso ai cittadini. Viene indicato che ogni portalettere si troverebbe a gestire una porzione di territorio più ampia rispetto al passato, con un incremento significativo delle attività quotidiane.
I sindacati sottolineano inoltre l’impatto dell’aumento dei pacchi da lavorare, che avrebbe portato all’istituzione di una rete corriere interna, con ulteriore carico sulle strutture operative.
Personale e turni al centro delle preoccupazioni
Tra i punti messi in evidenza figura la questione dell’organico, ritenuto non adeguato rispetto ai volumi di lavoro. Viene segnalata la richiesta di prestazioni straordinarie al personale full time e la presenza di lavoratori part time con un monte ore limitato, aspetto che, secondo le sigle sindacali, inciderebbe sulla gestione complessiva del servizio.
Nel comunicato si richiama anche il periodo di picco di dicembre, affrontato senza un rafforzamento dell’organico tramite assunzioni a termine, situazione definita problematica per l’equilibrio delle attività.
Uffici postali e tempi di attesa
Un altro capitolo riguarda gli uffici postali, dove viene evidenziata una carenza di personale che, secondo i sindacati, porterebbe a tempi di attesa prolungati per l’utenza e a condizioni di lavoro complesse per il personale di sportello. Vengono citati anche limiti legati alla rotazione del personale di consulenza, con ricadute sull’organizzazione interna.
Il caso di San Dorligo della Valle
Nel comunicato viene infine richiamata la gestione delle lavorazioni presso l’ufficio di San Dorligo della Valle, che opera in appoggio all’ufficio di Borgo San Sergio. Secondo quanto indicato, questo comporterebbe un carico raddoppiato per il personale impiegato, nonostante le segnalazioni già presentate da diverse realtà del territorio.
I sindacati concludono evidenziando la necessità di rivedere l’organizzazione delle zone di recapito e di rafforzare il personale, con l’obiettivo dichiarato di migliorare sia le condizioni di lavoro sia la qualità del servizio offerto alla cittadinanza.
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