Vito (Pd): "Buona fortuna a Bruxelles ad Anna Cisint". La replica: " sinistra mostra sempre di stare dalla parte sbagliata"
“Finisca la sindaca Cisint la sua narrazione che vuole condannare Monfalcone come caso nazionale per ottenere visibilità a fini elettorali. Arrivati a questo punto, la speranza è che se ne vada a Bruxelles e lasci libero il territorio dalla sua furia ideologia. Siamo all’assurdo che, dopo oltre sei anni di amministrazione di Monfalcone, questa sindaca va in giro per l’Italia a farsi propaganda raccontando il totale fallimento delle sue politiche di integrazione, se mai ci siano state, e che procedono di pari passo con quelle della Giunta Fedriga da altrettanto al governo del Fvg. I toni aggressivi aumentano il rischio di radicalizzazione e spaccano la comunità, quando invece bisognerebbe impegnarsi per il rispetto reciproco in modo costruttivo e dialogante. Visto che finora non ha offerto soluzioni per Monfalcone, lasci perdere e buona fortuna a Bruxelles”. Cosi la segretaria del Pd provinciale di Gorizia Sara Vito, commenta l’intervento a Firenze della sindaca di Monfalcone Anna Maria Cisint alla manifestazione 'Free Europe' organizzato dal gruppo Identità e democrazia del PE.
“Le dichiarazioni di Sara Vito mostrano il livore che corrode gli esponenti del Partito Democratico, ormai estranei alle istanze della comunità monfalconese.
La sinistra mostra sempre di stare dalla parte sbagliata nella tutela dei nostri valori, della nostra storia e della nostra libertà.
I suoi rappresentanti dovrebbero essere consapevoli dei rischi del processo di islamizzazione in corso, frutto del diffondersi di pratiche e costumi integralisti che minano la sicurezza e la legalità, e condividere la nostra battaglia per l'Italia.
Proprio perchè amo il nostro Paese sono orgogliosa di aver accettato di raccontare il nostro impegno e di essere stata chiamata a rappresentare la condizione della nostra regione, esposta ai flussi clandestini della rotta balcanica, e la realtà di Monfalcone, dove è forte il rischio di una islamizzazione integralista contraria alla nostra identità e pericolosa per la nostra incolumità.
Ed è ancora più importante che abbia potuto rappresentare i nostri sentimenti e il nostro impegno contro questo stato di cose in una manifestazione rivolta all'Europa, che sinora è stata del tutto assente e ha rivolto lo sguardo dall'altra parte rispetto ai problemi migratori del nostro territorio”.
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