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Politica

Venerdì sciopero generale dei Sindacati di base con triplo presidio a Trieste (VIDEO)

Luca Marsi·

Si è tenuta oggi la conferenza stampa per il lancio dello sciopero del 2 dicembre prossimo in cui sono state illustrate le ragioni dello sciopero. Erano presenti Mario Verzegnassi , segretario  dell’Unione Sindacale Italiana, Davide Zotti portavoce dei COBAS, Fabio Feri  per il “Coordinamento triestino contro il caro vita e il caro bollette”.

In occasione dello sciopero a Trieste saranno organizzati tre presidi: alle 9.30 in Piazza della Borsa, alle 10.45 di fronte la sede Hera in via dei Rettori 1, alle 11.45 davanti all'ingresso dell'Ospedale di Cattinara proprio per denunciare la mancanza del rinnovo dei contratti, il taglio del Welfare e gli aumenti delle tariffe dei servizi energetici e dei beni primari come quelli alimentari.

Le rivendicazioni dello sciopero generale e sociale vanno dall’introduzione per legge del salario minimo di 12 euro l’ora, il rilancio di un nuovo piano strutturale di edilizia residenziale pubblica a beneficio dei settori popolari e di lavoratrici/lavoratori, fermare le stragi di lavoratrici/lavoratori, introducendo il reato di omicidio sul lavoro e fermare la controriforma della scuola e cancellare l’alternanza scuola-lavoro, l’aumento delle risorse a favore dell’autodeterminazione, la tutela della salute delle donne e per combattere discriminazioni, oppressione nel lavoro, nella scuola, nella famiglia e nella società.  Lo sciopero vuole inoltre denunciare l'attacco reazionario del governo Meloni ai diritti e alle agibilità democratiche, alla criminalizzazione dei migranti e all'ulteriore inasprimento della repressione del conflitto sociale e sindacale, con l'introduzione del reato di occupazione abusiva e raduni “illegali”. Lo sciopero infine sarà l’occasione per ribadire la ferma contrarietà all’Autonomia Differenziata che disgrega il paese e allarga le differenze sociali tra territori e alle spese militari e dell’invio di armi in Ucraina.

Venerdì 2 Dicembre 2022 tutte le organizzazioni del sindacalismo di base hanno proclamato lo sciopero generale intercategoriale nazionale.
A Trieste presidio alle 9.30 in Piazza della Borsa, alle 10.45 di fronte la sede Hera in via dei Rettori 1, alle 11.45 davanti all'ingresso dell'Ospedale di Cattinara
LO SCIOPERO È PROCLAMATO PER
Il rinnovo dei contratti e aumento dei salari con adeguamento automatico al costo della vita e con recupero dell’inflazione reale.
L’introduzione per legge del salario minimo di 12 euro l’ora.
La cancellazione degli aumenti delle tariffe dei servizi ed energia, il congelamento e il calmiere dei prezzi dei beni primari e dei combustibili, l’incameramento degli extra-ricavi maturati dalle imprese petrolifere, di gas e carburanti.
La riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario.
Il blocco delle spese militari e dell’invio di armi in Ucraina, nonché investimenti economici per la scuola, per la sanità pubblica, per i trasporti, per il salario garantito a disoccupati e sottoccupati.
Il rilancio di un nuovo piano strutturale di edilizia residenziale pubblica che preveda anche il riuso del patrimonio pubblico attualmente in disuso, a beneficio dei settori popolari e di lavoratrici/lavoratori.
Fermare le stragi di lavoratrici/lavoratori, introdurre il reato di omicidio sul lavoro.
Fermare la controriforma della scuola e cancellare l’alternanza scuola-lavoro e gli stage gestiti dai centri di formazione professionale pubblici e privati.
La difesa del diritto di sciopero e il riconoscimento a tutte le OO.SS. di base dei diritti minimi e dell’agibilità sindacale in tutti i luoghi di lavoro.
L’introduzione di una nuova politica energetica che utilizzi le fonti rinnovabili, senza ricorrere a nucleare e rigassificatori.
L’aumento delle risorse a favore dell’autodeterminazione, la tutela della salute delle donne e per combattere discriminazioni, oppressione nel lavoro, nella scuola, nella famiglia e nella società.
CONTRO
Le privatizzazioni e il sistema di appalti/subappalti rafforzati dal DDL Concorrenza, che attaccano gli interessi collettivi a vantaggio di imprese e speculatori.
L’Autonomia Differenziata che disgrega il paese e allarga le differenze sociali tra territori.
La guerra e l’economia di guerra, vera sciagura umana e sociale per i popoli ed i lavoratori.
L'attacco reazionario del governo Meloni ai diritti e alle agibilità democratiche, alla criminalizzazione dei migranti e all'ulteriore inasprimento della repressione del conflitto sociale e sindacale, con l'introduzione del reato di occupazione abusiva e raduni “illegali”.

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