domenica 11 ottobre 2026
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Politica

Stefano Vatta (FdI) ricorda in Consiglio Comunale Vinicio Lago, Medaglia d’argento al Valor militare (VIDEO)

Luca Marsi·
Diffondiamo il testo della commemorazione letta dal Consigliere durante la seduta odierna:
 
“A ridosso delle celebrazioni delle scorse settimane, desideriamo ricordare la figura del tenente Vinicio Lago, morto il 1 maggio del 1945.
 
Figlio di Oreste e Maurilia Hirn entrambi triestini, Vinicio nasce a Roma nel gennaio del 1920.
Ha 6 anni quando la famiglia torna a Trieste, città nella quale egli vive e studia sino al 1939, anno in cui decide di frequentare la Scuola Allievi Ufficiali di Modena, da cui esce nel 1941 con il grado di Sottotenente. Viene prima inviato a Postumia presso il 24° Reggimento, poi, nel ‘43, trasferito alla Delegazione Trasporti militari, di Trieste.
 
Dopo l'8 settembre, si sposta al sud, spinto dalla volontà di dare, come ebbe modo di scrivere, tutto sé stesso ”alla causa della Venezia Giulia”. L’anno successivo viene dunque paracadutato in Friuli Venezia Giulia, nella zona del Natisone, in qualità di ufficiale di collegamento con le formazioni partigiane della Brigata “Osoppo” e del CLN triestino, con il nome di battaglia “Fabio”.
 
Nel marzo del ‘45, si adopera per evitare il bombardamento della città di Palmanova. Per questo suo gesto, la “città stellata” lo ricorderà con una lapide: per averla salvata “con la sua tenacia, in tempi in cui la passione non aveva limiti”.
Le giornate convulse e difficili della primavera de 1945 lo portano ad esporsi sempre più per la salvaguardia e la difesa del Friuli Venezia Giulia e della sua amata città, Trieste.
L'ultima visita ai genitori è del 25 aprile. E sarà l'ultimo abbraccio con loro.
 
Nel tentativo di tornare a Trieste, il 1 maggio del 1945, alle porte di Udine, a bordo di un auto sul cui cofano è steso un tricolore, viene colpito da due proiettili che lo feriscono a morte, sparati con tutta probabilità, e secondo le testimonianze, da reparti in armi comunisti che operavano nella zona e che presidiavano quel tratto di strada.
 
La verità storica la affidiamo agli studiosi e agli esperti. A noi preme ricordare il sacrificio di un nostro concittadino, di un giovane di 25 anni, che con coraggio, onestà e amor patrio ha combattuto per la giustizia e la libertà delle nostre terre.
 
In suo ricordo, chiedo all’Aula un minuto di silenzio.”

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