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Cronaca

Addio vecchie obliteratrici: Marzi, «C’era preoccupazione, ma passaggio era necessario» (VIDEO)

Luca Marsi·
Addio vecchie obliteratrici: Marzi, «C’era preoccupazione, ma passaggio era necessario» (VIDEO)

Il passaggio dalle vecchie obliteratrici meccaniche alla convalida digitale rappresenta soltanto una tappa di una trasformazione molto più ampia del trasporto pubblico triestino. A spiegarlo è stato il presidente di Trieste Trasporti Maurizio Marzi, che dal Pedocin ha parlato anche di un possibile futuro nel quale il passeggero possa arrivare a pagare il servizio in base all’effettivo utilizzo.

Una prospettiva ancora non attuale, ha precisato Marzi, ma resa tecnicamente possibile dall’evoluzione dei sistemi elettronici.

«Non nascondo che c’era un po’ di preoccupazione»

Il presidente ha ricordato le cautele che avevano accompagnato il percorso verso l’abbandono delle vecchie macchine.

«Non nascondo che c’era un po’ di preoccupazione sul tema», ha ammesso.

Quando era arrivato alla guida dell’azienda, ha raccontato, il passaggio verso un sistema più moderno era già previsto. Le nuove apparecchiature erano presenti sui mezzi da tempo, ma Marzi aveva ritenuto opportuno mantenere una transizione graduale.

Poi la situazione tecnica delle vecchie obliteratrici ha imposto un’accelerazione.

Il sistema precedente era infatti diventato sempre più difficile da mantenere, anche per l’assenza di ricambi. «Quindi è diventato necessario fare il passaggio», ha spiegato il presidente.

L’innovazione come direzione inevitabile

Per Marzi non si tratta di rincorrere la tecnologia per moda, ma di seguire l’evoluzione naturale del trasporto pubblico.

«È una tensione all’innovazione che è connaturata al sistema di trasporto pubblico. Se no saremmo ancora con le carrozze coi cavalli», ha affermato.

Il presidente ha riconosciuto che ogni cambiamento può provocare inizialmente qualche disagio, soprattutto per chi è abituato da decenni alle stesse modalità di acquisto e convalida.

Ma l’obiettivo, secondo Marzi, deve essere guardare al vantaggio che le nuove tecnologie possono garantire nel medio e lungo periodo.

Verso la dematerializzazione del biglietto

Uno dei passaggi più interessanti riguarda proprio il futuro del titolo di viaggio.

«La dematerializzazione del titolo di viaggio, che vuol dire togliere il biglietto cartaceo, che ancora c’è, è un obiettivo a cui pian piano bisogna puntare», ha dichiarato Marzi.

Il biglietto tradizionale non scompare dunque nell’immediato, ma il percorso indicato è quello di una progressiva digitalizzazione.

I vantaggi, secondo il presidente, non riguardano soltanto i costi di gestione per l’azienda.

«Pagherai quello che consumi»

Marzi ha infatti prospettato uno scenario ancora più innovativo.

«L’idea è quella di avere un sistema per cui ci arriveremo, non è ancora oggi, per cui tu pagherai quello che consumi, letteralmente».

L’esempio utilizzato è molto semplice: oggi chi acquista un titolo valido un’ora e utilizza l’autobus soltanto per pochi minuti paga comunque l’intera validità prevista.

I sistemi elettronici del futuro potrebbero invece consentire una tariffazione maggiormente collegata all’utilizzo effettivo.

«Se tu sali sull’autobus, stai 20 minuti, paghi 20 minuti», ha spiegato Marzi, precisando immediatamente che si tratta di un obiettivo da raggiungere e non di una modalità già disponibile.

Il trasporto pubblico guarda oltre il biglietto di carta

La trasformazione digitale appena avvenuta assume dunque un significato più ampio. Non soltanto sostituzione delle vecchie obliteratrici, ma costruzione di un sistema capace in futuro di gestire il rapporto con l’utente in maniera più flessibile.

Una strada che richiederà ulteriori passaggi tecnologici e organizzativi, ma che nelle parole di Marzi appare già tracciata: meno carta, più elettronica e una tariffazione potenzialmente sempre più aderente al servizio realmente utilizzato.

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