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Politica

Ugo Rossi, pec al Sindaco: "Annulli ordinanza su restrizioni e obblighi per le manifestazioni"

Luca Marsi·

Pubblichiamo da Ugo Rossi, consigliere comunale del Movimento 3v

Oggi venerdì 05 novembre 2021 ho protocollato via pec ed inviato tramite email istituzionale un’istanza urgente indirizzata al Sindaco Roberto Dipiazza, nella quale chiedo la revoca con annullamento in autotutela dell’ordinanza contingibile ed urgente n. 21215691 pubblicata il 04/11/2021, che impone restrizioni ed obblighi per lo svolgimento di manifestazioni pubbliche sull’intero Territorio Libero di Trieste. Le motivazioni le troverete nel documento in allegato al comunicato.
 
Reputo questa ordinanza illegittima ed incostituzionale, carte straccia che non vale nulla come tutti i decreti legge e DPCM dei Governi Conte e Draghi, quindi domani non ho alcuna intenzione di rispettarla.
 
 
DI SEGUITO LA LETTERA
 

OGGETTO: ISTANZA IN AUTOTUTELA PER L’ORDINANZA N. 21215691 PUBBLICATA IL 04/11/2021

– ORDINANZA CONTINGIBILE E URGENTE EX ART.50, COMMA 5, D.LGS N. 267/2000 – ULTERIORI

MISURE URGENTI IN MATERIA DI CONTENIMENTO E GESTIONE DELL’EMERGENZA

EPIDEMIOLOGICA DA SARS-COV-2 NEL TERRITORIO DEL COMUNE DI TRIESTE

CHIEDO la revoca con annullamento dell’ordinanza in oggetto in autotutela

MOTIVI:

1. Il Sindaco non ha emesso un’Ordinanza di dichiarazione dell’emergenza di livello a) ex art

7 d. lgs. 1/2018;

2. Non ha reso noti i verbali delle FDO relativi agli “accertati assembramenti” come definito

dagli art. 20-27 del TULPS;

3. Non ha reso noto il Verbale ufficiale dell’apposito “Comitato Tecnico” che riporti le

valutazioni di pericolosità;

4. Un’ordinanza sindacale contingibile ed urgente non può essere emessa sulla base del

principio di precauzione;

5. La legge 241/90 stabilisce che ogni atto amministrativo deve essere motivato e gli atti

devono essere pubblici;

6. Violazione art. 13 della Costituzione: La libertà personale è inviolabile. Non è ammessa

forma alcuna di detenzione, di ispezione o perquisizione personale, né qualsiasi altra

restrizione della libertà personale, se non per atto motivato dell'autorità giudiziaria [cfr.

art. 111 c. 1, 2] e nei soli casi e modi previsti dalla legge [cfr. art. 25 c. 3].

In casi eccezionali di necessità ed urgenza, indicati tassativamente dalla legge l'autorità di

pubblica sicurezza può adottare provvedimenti provvisori, che devono essere comunicati

entro quarantotto ore all'autorità giudiziaria e, se questa non li convalida nelle successive

quarantotto ore, si intendono revocati e restano privi di ogni effetto;

Inoltre,

VISTO che l’art. 2 (disposizioni urgenti in materia di musei e altri istituti e luoghi della

cultura) del Decreto-Legge n.139 del 8 ottobre 2021 – (Disposizioni urgenti per l’accesso alle

attività culturali, sportive e ricreative, nonché per l’organizzazione di pubbliche amministrazioni e

in materia di protezione dei dati personali), sopprime le parole “e da consentire che i visitatori

possano rispettare la distanza interpersonale di almeno un metro” dall’art 5-bis del decretolegge

22 aprile 2021, n. 52, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 giugno 2021, n. 87;

CHIEDO come lei possa ordinare ai singoli partecipanti delle manifestazioni il distanziamento

sociale in luoghi all’aperto, quando non è più previsto in luoghi pubblici al chiuso come musei, altri

istituti e luoghi della cultura, secondo il decreto-legge succitato. Quindi lei con la sua ordinanza si

preoccupa solo della sicurezza delle persone all’esterno, e viene a mancare il principio

“peggiorativo” di estensione di una norma, non più prevista per luoghi pubblici al chiuso, dove c’è

maggior rischio di contagio, stando alla narrativa ufficiale;

Inoltre,

CHIEDO chiarimenti in merito ai seguenti punti della sua ordinanza:

1. Cosa intende dal punto di vista scientifico con la frase “nell’ultima settimana ha registrato

un numero di contagi ogni 100.000 abitanti pari al triplo rispetto al resto della Regione”.

Nello specifico cosa significa ed intende con il termine “contagio”.

2. Quando afferma “sulla base dei tracciamenti eseguiti dall’ASUGI, il focolaio maggiore

SAREBBE riconducibile ai partecipanti alle ripetute manifestazioni..”, lei usa il condizionale

presente quindi non è certo ma è dubbioso delle sue affermazioni. Quindi mi chiedo come

possa erigere un’ordinanza basata su qualcosa di non certo.

3. Quando scrive “imminente documentato danno” su quale report scientifico basa la sua

previsione di rischio;

4. Quando scrive “alla luce dei comportamenti fin qui tenuti dai manifestanti”, si sta

esprimendo in maniera generica ed impersonale. Può specificare quali comportamenti e

nello specifico chi li ha tenuti.

5. Quando lei cita l’art. 32 della Costituzione lei dovrebbe tenere in considerazione anche la

seconda parte “Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se

non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti

dal rispetto della persona umana”. È consapevole che con il distanziamento sociale e le

mascherine lei non rispetta la “Persona Umana”.

6. Quale principio sanitario ha adottato per determinare il numero minimo di personale

addetto al controllo secondo il rapporto 1 a 100 rispetto il numero di manifestanti, essendo

anche di difficile previsione stabilirlo. Soprattutto come fa a scaricare l’onere della sicurezza

e controllo agli organizzatori di una pubblica manifestazione di protesta, quando è un

compito che spetterebbe già alle forze dell’ordine, e sarebbe più opportuno che sia

l’autorità pubblica a gestire tali controlli.

Sulla base di quanto fin qui esposto, il sottoscritto ribadisce la necessità di revocare con estrema

urgenza dell’ORDINANZA CONTINGIBILE ED URGENTE N. 21215691 PUBBLICATA IL 04/11/2021.

 

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