Trieste, crisi Startech, Laterza al presidio dei lavoratori: «Oltre 300 posti a rischio, serve intervenire subito»

Più di 300 posti di lavoro a rischio e la richiesta di arrivare con urgenza all'amministrazione straordinaria. Riccardo Laterza, esponente di Adesso Trieste, interviene sulla crisi della Startech, ex Flex-Adriatronics, dopo aver partecipato mercoledì, insieme ad Andrea Marzoli e Federico Monti, al presidio permanente organizzato dalle lavoratrici e dai lavoratori davanti ai cancelli dell'azienda.
Laterza definisce quella della Startech «tra le più gravi crisi industriali triestine» e rilancia contemporaneamente un tema più ampio: quale ruolo debba avere l'industria nell'economia della città e quali strumenti debbano essere messi in campo dalle istituzioni per prevenire nuove situazioni di crisi.
«Oltre 300 posti di lavoro a rischio»
«Mercoledì con Andrea Marzoli e Federico Monti eravamo ai cancelli della Startech per portare la solidarietà di Adesso Trieste nei confronti delle lavoratrici e dei lavoratori che stanno presidiando i cancelli dell'azienda con un sit in permanente», scrive Laterza.
Secondo l'esponente di Adesso Trieste, con più di 300 posti di lavoro a rischio, la vicenda rappresenta una delle situazioni industriali più delicate per il territorio triestino.
Laterza contesta inoltre l'idea che Trieste possa progressivamente fare a meno del proprio tessuto industriale, sostenendo invece che questo rappresenti ancora uno degli elementi necessari per un'economia capace, nelle sue parole, di produrre «equità, lavoro stabile e ricchezza».
Il duro attacco alla gestione dell'azienda
Particolarmente pesanti sono le accuse formulate da Laterza nei confronti dell'attuale CEO Novica Mrdovic Vianello. Si tratta di valutazioni e contestazioni espresse dall'esponente politico, che attribuisce alla gestione aziendale responsabilità nella situazione attuale.
Laterza parla di «completa inaffidabilità» e sostiene che sarebbe stata creata «una scatola vuota per alimentare giochetti finanziari senza alcuna vera prospettiva produttiva», denunciando inoltre il mancato pagamento degli stipendi e, a suo giudizio, il mancato rispetto delle promesse precedentemente formulate.
Alla luce di questa situazione, la posizione di Laterza è netta: «L'amministrazione straordinaria è necessaria e urgente».
La richiesta: il pubblico torni ad avere un ruolo nell'industria
L'intervento non si limita alla singola vertenza Startech. Laterza chiede un cambio di impostazione complessivo nelle politiche industriali.
«Serve che il pubblico torni ad assumere un ruolo proattivo», afferma, indicando tra gli strumenti necessari investimenti, pianificazione industriale, monitoraggio e controllo.
Un'attenzione che, secondo Laterza, dovrebbe concentrarsi in particolare sui settori considerati strategici, citando espressamente elettronica e meccatronica.
«Continueremo a supportare la mobilitazione»
Adesso Trieste annuncia quindi l'intenzione di continuare a sostenere la mobilitazione dei dipendenti.
«Continueremo a supportare in tutti i modi la mobilitazione delle lavoratrici e dei lavoratori e a impegnarci perché le istituzioni, a tutti i livelli, si occupino attivamente del rilancio industriale triestino», afferma Laterza.
Per l'esponente di Adesso Trieste non sarebbe sufficiente intervenire quando una vertenza è ormai esplosa. Il contesto internazionale e le conseguenze sull'economia, sui salari, sul potere d'acquisto e sulla qualità della vita renderebbero necessario, nella sua prospettiva, un approccio preventivo e strutturale.
La proposta di un tavolo permanente per Trieste
Da qui la proposta conclusiva: istituire un tavolo permanente per progettare il futuro industriale di Trieste.
Un organismo che, nell'impostazione indicata da Laterza, dovrebbe permettere di affrontare il tema industriale non soltanto attraverso la gestione delle singole emergenze, ma attraverso una programmazione continuativa.
La crisi Startech diventa così, nell'intervento di Adesso Trieste, il punto di partenza per una discussione più ampia sul modello economico della città e sul peso che industria, istituzioni e investimenti pubblici dovranno avere nella Trieste dei prossimi anni.
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