Udine, patrocinio FVG Pride, Alex Bini attacca centrodestra: «Trasforma diritti in guerra ideologica»

Il patrocinio concesso dal Comune di Udine al FVG Pride accende il confronto politico e provoca l'intervento di Elvio De Candia, esponente di Lista Russo Punto Franco, che prende posizione contro le critiche arrivate dal centrodestra alla manifestazione.
Nel suo intervento De Candia cita espressamente Antonio Calligaris della Lega, Roberto Novelli di Forza Italia e Maddalena Spagnolo di Futuro Nazionale, sostenendo che, pur attraverso motivazioni differenti, i tre esponenti politici abbiano messo sotto esame una manifestazione incentrata sui temi dei diritti, delle libertà e delle discriminazioni.
De Candia: «Il centrodestra non resiste alla tentazione di criticare il Pride»
La posizione dell'esponente di Lista Russo Punto Franco è fortemente critica.
«Ancora una volta il centrodestra non resiste alla tentazione di criticare il Pride», afferma De Candia, facendo riferimento alle reazioni seguite alla decisione del Comune di Udine di concedere il patrocinio al FVG Pride.
Secondo De Candia, il punto della discussione non riguarderebbe soltanto i temi LGBTQIA+, ma anche la scelta della manifestazione di intervenire sulla questione palestinese.
Il Pride, sottolinea, «non parla soltanto di diritti LGBTQIA+, ma prende posizione anche sulla questione palestinese e sui diritti di un'altra popolazione che considera vittima di gravi violazioni».
«Si può non condividere una posizione politica»
È proprio su questo passaggio che De Candia concentra la propria riflessione sulla libertà di espressione.
«Si può non condividere una posizione politica, la si può criticare, la si può contestare», afferma. A suo giudizio, però, il dissenso rispetto alle posizioni espresse durante una manifestazione non dovrebbe trasformarsi in una contestazione della possibilità stessa di manifestarle.
«Da quando questo dovrebbe diventare un motivo per mettere in discussione la libertà di una manifestazione di esprimersi?», domanda.
«Il Pride non chiede a nessuno di pensarla allo stesso modo»
De Candia rivendica quindi il diritto della manifestazione a sostenere pubblicamente le proprie posizioni anche quando queste risultino politicamente divisive.
«Il Pride non chiede a nessuno di pensarla allo stesso modo. Chiede di poter parlare», afferma.
Per l'esponente di Lista Russo Punto Franco, la questione investe direttamente uno dei principi fondamentali del confronto democratico: «In una democrazia la libertà di espressione vale anche quando quello che viene detto non piace a chi governa o a chi siede dall'altra parte della barricata».
Una posizione che non elimina, nella sua stessa ricostruzione, il diritto degli altri soggetti politici a criticare quanto sostenuto dal Pride, ma che distingue la contestazione delle idee dalla possibilità di esprimerle pubblicamente.
«I diritti non sono un menù»
La conclusione dell'intervento assume toni ancora più politici.
«I diritti non sono un menù dal quale scegliere soltanto quelli che fanno comodo», afferma De Candia.
Secondo l'esponente di Lista Russo Punto Franco, davanti a una manifestazione che affronta temi quali libertà, uguaglianza e diritti, il centrodestra finirebbe ancora una volta per trasformare il confronto in quella che definisce «una guerra ideologica».
La sua valutazione conclusiva è netta: «Ancora una volta la destra dimostra di non saper accettare una voce diversa dalla propria».
Parole che aggiungono un nuovo capitolo al confronto politico attorno al FVG Pride e al patrocinio concesso dal Comune di Udine, con il dibattito che si sposta dai contenuti della manifestazione al tema più generale della libertà di espressione e del dissenso politico.
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