Triestino Dellago: «Per vendere il vino servono qualità e comunicazione, la sostanza deve esserci» (VIDEO)

Nel mondo del vino contemporaneo non basta avere una buona bottiglia e non basta neppure essere bravissimi a raccontarla sui social. Servono entrambe le cose: qualità del prodotto e capacità di comunicarlo.
È uno dei concetti espressi dal sommelier triestino Davide Dellago, fresco vincitore ai VinoInfluencers World Awards 2026, nel corso della diretta di Trieste Cafe condotta da Luca Marsi.
Meglio un grande vino o un grande comunicatore?
La domanda posta a Dellago entra direttamente in uno dei grandi cambiamenti del settore: oggi, per vendere una bottiglia, conta maggiormente avere un grande vino oppure trovare qualcuno capace di raccontarlo bene attraverso Instagram e TikTok?
La risposta del sommelier è stata immediata: «Tutti e due».
Perché una comunicazione efficace può attirare l'attenzione e incuriosire il consumatore, ma alla prova dell'assaggio rimane inevitabilmente il prodotto.
«Se uno lo racconta bene, dopo alla fine il vino fa cagare, è lo stesso problema», ha osservato Dellago con una battuta particolarmente diretta durante la trasmissione.
Il concetto alla base, al di là dell'espressione colorita, è molto chiaro: il marketing non può sostituire la qualità.
«La sostanza ci deve essere»
Dellago lo ha ribadito subito dopo: «La sostanza ci deve essere. Poi ovviamente serve uno che lo racconti bene, però la sostanza di base deve esserci».
Una posizione che assume ancora maggiore significato considerando che proprio Dellago ha conquistato un riconoscimento mondiale nel campo del wine marketing.
La comunicazione, dunque, può essere decisiva per portare un prodotto davanti a migliaia di persone, costruire una community e creare interesse. Ma non può trasformarsi in una scorciatoia capace di compensare indefinitamente un prodotto che non convince.
Il nuovo equilibrio del vino
La sfida per produttori, cantine e comunicatori diventa allora trovare un equilibrio tra due mondi che per lungo tempo sono stati considerati separatamente.
Da una parte ci sono la produzione, la competenza enologica e la qualità della bottiglia. Dall'altra ci sono Instagram, TikTok e un pubblico abituato a scoprire prodotti attraverso contenuti sempre più veloci e immediati.
Per Dellago non bisogna scegliere tra i due: un grande racconto deve poggiare su un prodotto all'altezza.
Ed è forse proprio questa una delle trasformazioni più profonde del settore: oggi fare un buon vino rimane fondamentale, ma bisogna anche essere capaci di spiegarlo a un pubblico che parla un linguaggio completamente diverso rispetto a quello di qualche anno fa.
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