Trieste, stagione balneare ancora nel vivo: «Prorogare il servizio di soccorso con moto d’acqua»

Prorogare il servizio di soccorso con moto d’acqua della Polizia di Stato lungo il litorale triestino, terminato il 31 agosto 2026, tenendo conto non soltanto delle scadenze previste dal calendario ma anche delle condizioni climatiche e dell’effettiva presenza di persone sulle spiagge e in mare.
È la richiesta avanzata dall’associazione culturale Quisque de Populo – Centro Studi per la Legalità, i Diritti e le Istituzioni, presieduta da Fabrizio Maniago, che esprime un convinto apprezzamento per il presidio garantito durante la stagione estiva.
«Un servizio di grandissima utilità»
Secondo l’associazione, il servizio si è dimostrato particolarmente importante per la capacità di intervenire rapidamente nelle situazioni di emergenza e di raggiungere zone che potrebbero risultare più difficilmente accessibili con altri mezzi.
Quisque de Populo sottolinea anche le caratteristiche tecniche della moto d’acqua utilizzata, dotata di propulsione a idrogetto e priva di elica esterna.
Una configurazione che, evidenzia l’associazione, permette agli operatori di avvicinarsi alle persone in difficoltà riducendo il rischio di provocare ulteriori lesioni durante le operazioni di soccorso.
Un presidio anche preventivo
Nel documento viene evidenziato come la presenza del mezzo non abbia soltanto una funzione operativa nelle emergenze, ma costituisca anche un presidio di prevenzione e sicurezza lungo la costa.
«La presenza di questo servizio, oltre a garantire interventi tempestivi, svolge un’importante funzione preventiva e offre maggiore tranquillità ai cittadini e ai numerosi frequentatori del mare», sostiene Quisque de Populo.
«La stagione balneare è ancora pienamente in corso»
Il punto centrale della richiesta riguarda la cessazione del servizio alla data del 31 agosto 2026.
Secondo l’associazione, infatti, le condizioni riscontrate nei primi giorni di settembre continuerebbero a giustificarne la presenza.
Le temperature rimangono elevate e, viene sottolineato, spiagge e litorale triestino continuano a registrare una significativa frequentazione.
Per Quisque de Populo, quindi, non sarebbe venuto meno il presupposto sostanziale che ha motivato l’attivazione del servizio durante l’estate: la presenza di numerose persone in mare e lungo la costa.
«La sicurezza non può essere legata rigidamente al calendario»
Da qui l’appello agli enti competenti affinché venga valutata con urgenza una proroga.
«La sicurezza dei bagnanti non può essere rigidamente legata a una scadenza del calendario quando le condizioni meteorologiche e l’effettiva frequentazione del mare continuano a rendere necessario il servizio», osserva l’associazione.
La proposta è quindi quella di modulare la durata del presidio sulla base delle reali condizioni climatiche e dell’affluenza registrata lungo il litorale triestino, anziché prevederne automaticamente la conclusione al termine di agosto.
L’appello agli enti competenti
Quisque de Populo chiede dunque che venga presa in considerazione la possibilità di mantenere operativo il servizio finché ne sussista concretamente la necessità.
«Un servizio così prezioso dovrebbe essere garantito finché permane concretamente la necessità di tutelare la sicurezza delle persone», conclude l’associazione, definendo una sua eventuale proroga «una scelta ragionevole, responsabile e coerente con la grande utilità dimostrata nel corso della stagione».
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