Rovinelli: «I giudici applicano la legge, il problema è anche nel nostro ordinamento» (VIDEO)

Spostare il dibattito dalla propaganda politica alle norme. È questa la linea sostenuta da Vincenzo Rovinelli durante il confronto sulla sicurezza andato in scena nella diretta “Verso la fine dell’estate”.
L’imprenditore ha sostenuto che molte delle criticità denunciate dai cittadini non dipendano direttamente dal colore politico di chi governa, ma dal quadro normativo che magistratura e forze dell’ordine sono chiamate ad applicare.
«Non dipende dalla politica»
«Per quanto riguarda invece il discorso della sicurezza, centrodestra o centrosinistra o destra, è una situazione che non dipende dalla politica», ha spiegato.
Secondo Rovinelli, il punto centrale è rappresentato dal sistema penale e processuale.
Ha richiamato «il nostro codice penale e il nostro codice di procedura penale», osservando che il giudice è tenuto ad applicare quanto previsto dalla legge.
«I giudici hanno anche loro le mani legate»
Rovinelli ha fatto riferimento ad alcuni reati per spiegare come non ogni condotta possa automaticamente portare alla detenzione immediata.
«Ci saranno delle indagini in corso», ha osservato, aggiungendo che «ci sono delle leggi ben precise e i giudici hanno anche loro le mani legate».
Da qui il passaggio verso quella che, secondo Rovinelli, dovrebbe essere una discussione seria sulle riforme.
«Questa sarebbe una riforma del codice di procedura penale».
«Non possiamo farla solo per gli stranieri»
Il passaggio più significativo arriva quando Rovinelli introduce il principio dell’universalità delle regole.
«Non possiamo farla solo per gli stranieri, dobbiamo farla per tutti e deve essere applicata con rigore».
Una frase che sintetizza il senso complessivo del suo intervento: eventuali norme più severe devono riguardare chiunque commetta un reato, indipendentemente dalla provenienza.
Rovinelli ha inoltre invitato a non generalizzare, ricordando che tra le persone straniere presenti in Italia «ci sono brave persone».
Sicurezza senza scorciatoie
La posizione di Rovinelli si differenzia quindi da letture maggiormente concentrate sull’appartenenza nazionale degli autori dei reati.
Per l’imprenditore il problema deve essere affrontato agendo sulle norme, sull’efficacia delle procedure e sulla capacità di prevenzione, mantenendo però un principio chiaro: la stessa legge deve valere per tutti.
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