Trieste si ribella: la battaglia dei lavoratori Wärtsilä contro la delocalizzazione (VIDEO-SERVIZIO)

In una Trieste battuta dal vento invernale, la tensione sociale si fa sentire: i lavoratori della Wärtsilä di San Dorligo della Valle non stanno a guardare. Dopo la scottante delusione per il mancato accordo sugli ammortizzatori sociali, che ha lasciato 300 operai a fronteggiare un esubero incerto, la risposta è una chiara mobilitazione.
L'assemblea dei lavoratori, tenutasi in una fabbrica dove il rombo delle macchine è ormai un lontano ricordo, ha portato a una decisione unanime: scendere in piazza il prossimo 27 gennaio. La città è chiamata a raccolta, a sostenere la lotta di chi ha forgiato con il proprio lavoro il tessuto industriale del territorio.
In questo scenario di incertezza, il dialogo con la politica sembra aprirsi, ma con quanta efficacia? Nell'incontro di oggi, venerdì 12 gennaio, tenutosi all'interno del palazzo della Regione, che ha visto la partecipazione dei parlamentari del Friuli Venezia Giulia e del presidente della Regione, Massimiliano Fedriga, si è discusso della possibile inasprimento della legge sulla delocalizzazione. L'obiettivo è chiaro: non lasciare soli i lavoratori di fronte alle strategie aziendali transnazionali.
L'Onorevole Debora Serracchiani, voce del Partito Democratico, mette sul tavolo una proposta audace: inasprire la legge sulle delocalizzazioni, inserendola nel Milleproroghe in discussione alla Camera. Un segnale diretto a Wärtsilä, un tentativo di rallentare il processo e dare respiro alle trattative.
Dal canto suo, il presidente Fedriga ribadisce la posizione della Regione: difendere con determinazione i posti di lavoro e la filiera produttiva, elementi vitali non solo per il Friuli Venezia Giulia ma per l'intero Paese. È una difesa che si gioca su più tavoli, dall'accordo di programma alla legge sulla delocalizzazione, passando per il coinvolgimento di nuove realtà imprenditoriali come Ansaldo Energia.
Ma quali saranno le mosse di Wärtsilä? L'azienda finlandese rimane al centro delle attenzioni e delle preoccupazioni, con un ruolo chiave nel futuro industriale e occupazionale dell'area. E in questo intricato gioco di scacchi tra lavoratori, politica e grandi corporazioni, Trieste non vuole essere solo uno spettatore.
Onorevole Nicole Matteoni - Fdl:
"La nostra regione sta facendo ogni sforzo possibile," afferma l'Onorevole Matteoni ai nostri microfoni, "per portare tutte le parti interessate a un tavolo comune. Dopo le risposte inaccettabili da parte di Wärtsilä Italia, possiamo confermare l'impegno del governo italiano. Il ministro è pronto a intervenire per modificare la legge 234, un cambiamento significativo per la nostra industria."
Onorevole Debora Serracchiani - PD:
"L'idea è chiara e non solo provocatoria," sottolinea l'Onorevole Serracchiani. "Dobbiamo incidere sulla legge sulle delocalizzazioni, estendendone i tempi. Questo non è solo un segnale a Wärtsilä ma un impegno concreto per tutelare i lavoratori."
Senatrice Tatjana Rojc - PD:
"I nove mesi che ci separano dalla scadenza degli ammortizzatori sociali non sono molti," osserva la Senatrice Rojc. "Dobbiamo agire rapidamente per trovare soluzioni concrete, seguendo da vicino lo sviluppo della situazione."
Antonio Rodà - Uilm:
"Affrontiamo un momento delicato," ammette Rodà. "È fondamentale proseguire sulla strada dell'accordo di programma. Wärtsilä deve scegliere il suo ruolo in questo processo: non possiamo discutere di reindustrializzazione con licenziamenti sul tavolo."
Sasha Colautti - USB:
"Nonostante la posizione irresponsabile di Wärtsilä," afferma Colautti, "l'accordo di programma rimane l'unico strumento per risposte occupazionali concrete. Ansaldo Energia e altre realtà devono essere coinvolte per rafforzare il progetto di riconversione industriale."
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