Pubblichiamo dal Comitato Pace Convivenza e Solidarietà Danilo Dolci,
"A nome del Comitato Pace Convivenza e Solidarietà Danilo Dolci, siamo qui oggi a proporre Trieste come Capitale Europea per la Pace.
Trieste per la sua posizione geografica e per la sua storia si pone come candidata naturale per questo riconoscimento.
La condizione di città portuale e di confine, centrale nella connessione con i vari stati vicini in primis la Slovenia, l’Austria, la Croazia, l’Ungheria, la Serbia e tutti gli altri stati balcanici, pone Trieste a interfacciarsi naturalmente con molti popoli che hanno anche nel tempo costruito diverse e corpose comunità etniche e religiose in città.
Ciò le attribuisce tutt’oggi una più facile capacità di mediazione per una convivenza armoniosa e pacifica di tutte queste differenti identità.
La nostra città si pone oggi anche all’interno di una situazione tragica ed estremamente attuale, ovvero quella migratoria. Come parte della rotta balcanica vediamo con i nostri occhi le sofferenze di chi scappa da guerre, carestie, povertà e mancanza di diritti, alla ricerca di un futuro migliore per sé e per la propria famiglia. Grazie all’impegno delle lodevoli e già presenti associazioni locali a sostegno dei migranti, Trieste potrebbe in futuro, con l’auspicabile ed indispensabile sostegno delle istituzioni, diventare un esempio di accoglienza dei meno fortunati, cercando di bilanciare al meglio le condizioni di vita di tutti in questo mondo.
Anche la storia del dopo guerra e la posizione di Trieste, che fu strategica e delicata negli equilibri internazionali, fa della città un tassello fondamentale del quadro europeo contemporaneo, ancor di più dopo il disfacimento della Jugoslavia e delle tensioni che sfortunatamente sono ancora attuali in quelle aree.
La storia antica ci testimonia sin dal medioevo di una popolazione formata dalla convivenza del mondo romanzo con quello slavo ed in seguito anche con quello germanico dopo il passaggio della città sotto la Casa d'Austria che ne mantenne l’amministrazione per oltre cinque secoli.
Dal ‘700, con la proclamazione del Porto Franco, quel nucleo originario di poche migliaia di abitanti si è sviluppato con l'afflusso crescente di persone ed imprese dal Mediterraneo, da tutta la Mitteleuropa e da altre regioni del mondo. Si è venuta così a creare una nuova popolazione mista, che per secoli è riuscita a vivere in una comunione di più lingue, culture e religioni.
Sappiamo tutti come anche questa particolare convivenza della comunità triestina sia stata poi scalfita dalla violenza e dai conflitti scatenati dalle ideologie politiche nazionaliste e razziste del Novecento europeo.
Pensiamo agli orrori della Prima guerra mondiale combattutasi sul Carso, alle molte violenze del periodo fascista come l’incendio del Narodni dom, alla proclamazione delle leggi razziali avvenuta proprio in piazza Unità, pensiamo allo sterminio di ebrei e non solo avvenuto alla Risiera di San Sabba e pensiamo infine anche al problema delle Foibe. Questo passato può però servirci ad imparare da questi errori e le
testimonianze fisiche di queste ferite presenti in città siano dei moniti all’umanità affinché queste tragedie non possano ripetersi e il futuro sia finalmente fatto di pace e convivenza.
Infine, Trieste è già stata un’importante testimone internazionale di pace partecipando alla prima Marcia mondiale per la pace e la non violenza nel 2009 e poi nuovamente alla seconda edizione del 2019. Nel 2024 sarà nuovamente coprotagonista nella terza edizione di quest’iniziativa che collega varie città di tutto il mondo attraverso la condivisione degli ideali di pace e non violenza.
Per tutti questi motivi riteniamo Trieste la naturale candidata per il titolo di Capitale Europea della Pace, e proponiamo in conseguenza di questo che la città in futuro venga demilitarizzata in ottica di una maggior rappresentanza degli ideali della pace fra i popoli.
Invitiamo tutti i presenti, tutti gli interessanti e tutte quelle realtà che verrebbero naturalmente legate a questo progetto a farsi avanti per supportare questa candidatura.
Nella solenne occasione della 55^ Giornata mondiale della pace, come Comitato Pace, Tavola regionale della pace, Centro Italosloveno, in armonia con il popolo di Trieste che ama la pace, rivolgiamo un invito al Pontefice a visitare Trieste nel pros- simo futuro per portare un indispensabile e prezioso messaggio di pace in questa terra plurale e multietnica da sempre così lontana e vicina ai teatri di guerra."