Trieste, l’appello di Russo: «Possiamo fare di meglio, proteggiamo i più vulnerabili»

«No, a Trieste nessuno deve più morire così». Francesco Russo interviene sulla morte dei due giovani nell’incendio in Porto Vecchio con un messaggio di cordoglio e un appello alla città: garantire sicurezza e legalità significa anche proteggere la vita e la dignità delle persone più vulnerabili.
Nel post pubblicato sui social, Russo invita a rispettare il momento del dolore, senza rinunciare a chiedere una risposta condivisa per impedire il ripetersi di tragedie simili. «Trieste può fare di meglio», è il passaggio centrale del suo intervento.
Il pensiero per le due vittime
Russo apre ricordando la giovane donna e il giovane uomo morti nella notte, che nel messaggio descrive come due migranti in cerca di un futuro migliore.
«Non avevano nessuna colpa, erano solo una giovane donna e un giovane uomo che cercavano, lontano da casa, la speranza di una vita migliore», scrive.
Il primo richiamo è al raccoglimento: «Oggi è il tempo della tristezza, della preghiera, della compassione». Un invito a mettere al centro le vittime e il dolore per le loro vite spezzate.
«Trieste può fare di meglio»
«Non è il momento di fare polemiche e di cercare responsabilità per quel (poco) che sarebbe bastato fare affinché questa tragedia non succedesse», afferma Russo.
Il messaggio chiede però alla comunità di riconoscersi in un obiettivo comune, al di là delle differenze sulle soluzioni da adottare.
«Ci si può dividere sul modo di affrontare seriamente questa situazione, ma tutti insieme dobbiamo dire che nella nostra città nessuno può e deve morire così», sottolinea.
«Sicurezza e umanità, possiamo e dobbiamo garantire entrambe»
Russo affronta quindi il rapporto tra la tutela dei cittadini e la protezione delle persone che vivono in condizioni di fragilità.
«Garantire la sicurezza dei cittadini ed evitare tragedie come questa non sono obiettivi in contrapposizione. Non dobbiamo scegliere tra sicurezza e umanità. Possiamo e dobbiamo garantire entrambe», dichiara.
La richiesta è quella di una città capace di assicurare «legalità, sicurezza e decoro», mantenendo al centro anche «la dignità, i diritti e, prima ancora, la vita delle persone meno fortunate».
La protezione dei più fragili come misura della sicurezza
Il post non indica specifiche strutture o misure operative, ma esprime un criterio con cui affrontare la questione: «La sicurezza di una comunità si misura anche dalla sua capacità di proteggere le persone più vulnerabili».
È su questo principio che Russo costruisce il suo appello, chiudendo con le parole: «No, a Trieste nessuno deve più morire così».
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