Monti (Adesso Trieste) dopo il rogo in Porto Vecchio: «Due vite spezzate, tragedia della solitudine»

«Stanotte due ragazzi sono morti al Porto Vecchio mentre la città dormiva». Federico Monti di Adesso Trieste interviene sull’incendio costato la vita a un uomo e a una donna con una riflessione sulla marginalità, sull’indifferenza e sulla capacità di Trieste di prendersi cura delle persone più fragili.
Nel messaggio pubblicato sui social, Monti richiama le parole del vescovo Enrico Trevisi e invita la città a interrogarsi su chi cerca riparo in luoghi di fortuna. Un intervento che mette al centro la dignità delle vittime, senza attribuire loro condizioni personali o storie che non sono ancora conosciute.
Il richiamo alle parole del vescovo
«Un individualismo che inceppa le famiglie, la nostra città, il mondo. Dell’altra persona oggi si ha troppa paura». Monti apre il suo intervento citando una riflessione del vescovo di Trieste, parole che, davanti alla notizia dell’incendio, definisce «un pugno nello stomaco».
«Due vite spezzate. L’ennesima tragedia della solitudine e dell’abbandono», scrive, riportando l’attenzione sulle persone morte nel rogo e sulle domande che la loro scomparsa lascia alla comunità.
«La dignità di una vita non cambia»
Monti sottolinea di non conoscere i nomi delle vittime, le loro storie o le circostanze che le avessero portate a cercare rifugio nell’edificio.
Da questa mancanza di informazioni parte il passaggio centrale del suo messaggio: «La dignità di una vita non cambia in base alla provenienza o alla condizione in cui ci si trova».
Il riferimento a migranti, persone senza dimora, povertà o dipendenze è formulato nel post come un insieme di possibilità, non come una descrizione accertata delle vittime. Il punto, per Monti, resta il valore delle persone, qualunque fosse il loro percorso.
La critica a una città che rischia di abituarsi alla sofferenza
Il messaggio si allarga quindi alle condizioni di chi affronta le notti fredde senza un riparo adeguato. «Mentre noi rientriamo al caldo, c’è chi s’arrangia dove può», osserva Monti, denunciando il rischio che queste presenze diventino invisibili.
A preoccuparlo è soprattutto quella che descrive come un’assuefazione alla sofferenza: considerarla parte del paesaggio oppure qualcosa da allontanare dalla vista. «Troppo spesso la priorità sembra essere quella di nascondere o spingere più in là chi è in difficoltà», sostiene.
Torna così un’altra frase di Trevisi richiamata nel post: «L’indifferenza verso chi soffre è una grave malattia che va curata».
«Come siamo arrivati a ritenere tutto questo normale?»
«Questa tragedia si sarebbe potuta evitare», afferma Monti, esprimendo una valutazione che accompagna il suo appello alla responsabilità collettiva.
Il messaggio si chiude con una domanda rivolta alla città: «Come siamo arrivati a ritenere tutto questo normale?». Un interrogativo con cui Monti chiede di riportare al centro dell’attenzione le persone più esposte alla solitudine e all’abbandono.
Articoli correlati
PoliticaManiago dopo la tragedia in Porto Vecchio: «Non manca lo spazio, manca l’empatia istituzionale»
«Non manca lo spazio, manca l’empatia istituzionale». Fabrizio Maniago, presidente dell’Associazione culturale Quisque de Populo – Centro Studi per la Legalità, i Diritti e le Istituzioni , interviene sulla morte di due persone nell’incendi
PoliticaTragedia in Porto Vecchio, Rifondazione denuncia: «Circa 70 posti non occupati nell’accoglienza»
Trieste, Rifondazione dopo la tragedia in Porto Vecchio: «Ora servono risposte sulle responsabilità politiche» Altri titoli: Porto Vecchio, Rifondazione attacca sull’accoglienza: «Una morte annunciata» Trieste, Rifondazione: «Si apra l’ex m
PoliticaPorto Vecchio, affondo AVS: «Quale sicurezza se lasciamo persone negli edifici abbandonati?»
Aprire un centro di bassa soglia e affrontare l’emergenza delle persone senza un riparo prima che l’inverno si faccia più rigido. È la richiesta di Elisa Moro e Tiziana Cimolino, di Alleanza Verdi e Sinistra , dopo l’incendio in un magazzin
PoliticaCervesi su tragedia in Porto Vecchio: «Non è tempo di polemiche, servono azioni concrete»
La tragedia avvenuta nella notte tra domenica 1 e lunedì 2 novembre in uno degli edifici del Porto Vecchio di Trieste deve tradursi in un impegno concreto per evitare che episodi simili si ripetano. È l’appello di Francesco Cervesi, candida
