Tragedia in Porto Vecchio, Rojc: «È questa la sicurezza che vogliono le istituzioni?»

«Sono comunque vittime annunciate, che forse si potevano evitare». La senatrice Tatjana Rojc, del Partito Democratico, interviene sulla morte di un uomo e una donna nell’incendio divampato nella notte in un magazzino dismesso del Porto Vecchio di Trieste, chiedendo chiarezza sull’accaduto e contestando le risposte delle istituzioni alle persone che vivono in condizioni di estrema precarietà.
La parlamentare richiama gli appelli sulle condizioni di vita delle persone senza un riparo e rivolge una critica al Viminale, al Comune e alla Regione, mettendo in discussione l’efficacia di un approccio concentrato sugli sgomberi.
«Le indagini dovranno chiarire la dinamica»
Rojc parte dalla necessità di accertare quanto avvenuto nell’edificio: «Le indagini dovranno chiarire a fondo la dinamica di queste altre due morti in Porto Vecchio».
Al lavoro degli investigatori affianca una valutazione politica sulle condizioni nelle quali si è consumata la tragedia. Secondo la senatrice, le due morti rappresentano un nuovo richiamo alla necessità di intervenire su situazioni di vulnerabilità denunciate da tempo.
«Sono comunque vittime annunciate, che forse si potevano evitare dando ascolto alle voci, tra cui il vescovo, che hanno denunciato condizioni di vita disumane per troppe persone abbandonate a loro stesse, non solo migranti», afferma.
La denuncia sulle persone senza riparo
Nel suo intervento, Rojc allarga l’attenzione a chi vive in città senza una sistemazione adeguata, esposto al freddo e alla pioggia.
«Le istituzioni sembrano disinteressate ai disperati che in città sopravvivono al freddo e sotto l’acqua, salvo poi stupirsi se cercano un riparo di fortuna o provano a scaldarsi», sostiene la parlamentare.
Il riferimento riguarda le condizioni generali di chi cerca protezione in luoghi precari. Le cause dell’incendio e la dinamica della morte delle due vittime restano invece oggetto degli accertamenti richiamati dalla stessa senatrice.
L’attacco agli sgomberi e la domanda sulla sicurezza
La critica si concentra quindi sulle misure adottate per affrontare queste situazioni. «E non fanno niente, tranne occasionali e inutili sgomberi dimostrativi», dichiara Rojc, contestando interventi che, nella sua lettura, non offrono una risposta alle condizioni di abbandono.
La senatrice collega inoltre la marginalità al rischio di sfruttamento e criminalità: «In condizioni come queste si allevano spacciatori e sfruttatori».
Da qui la domanda rivolta ai diversi livelli istituzionali: «C’è da chiedere se questa è la sicurezza che vogliono il Viminale, il Comune e la Regione».
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