lunedì 2 novembre 2026
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Politica

Tragedia in Porto Vecchio, Rifondazione denuncia: «Circa 70 posti non occupati nell’accoglienza»

redazione·
Tragedia in Porto Vecchio, Rifondazione denuncia: «Circa 70 posti non occupati nell’accoglienza»
Trieste, Rifondazione dopo la tragedia in Porto Vecchio: «Ora servono risposte sulle responsabilità politiche»

Altri titoli:

  • Porto Vecchio, Rifondazione attacca sull’accoglienza: «Una morte annunciata»

  • Trieste, Rifondazione: «Si apra l’ex mercato di via Gioia per l’accoglienza»

  • Tragedia in Porto Vecchio, Rifondazione denuncia: «Circa 70 posti non occupati nell’accoglienza»

  • La morte di due persone nell’incendio in Porto Vecchio a Trieste provoca una dura presa di posizione di Rifondazione Comunista, che contesta la gestione dell’accoglienza e chiede un cambiamento nelle risposte istituzionali alle persone migranti prive di un riparo.

    Nel comunicato del 2 novembre 2026, firmato da Gianluca Paciucci, della Federazione di Trieste, e Stefano Galieni, responsabile nazionale immigrazione del partito, le vittime vengono descritte come una giovane coppia migrante. Rifondazione collega la tragedia alla mancanza di soluzioni di accoglienza, richiamando la proposta di utilizzare l’ex mercato di via Gioia e una denuncia del Consorzio Italiano di Solidarietà sui posti disponibili nel sistema pubblico.

    «Il nostro pensiero va ai due giovani morti»

    Il messaggio parte dal dolore per le vittime e per chi continua a trascorrere la notte in strutture precarie.

    «Il nostro pensiero va ai due giovani morti e a tutti coloro che vengono costretti a passare notti terribili in ambienti fatiscenti, con la morte in agguato», scrivono Paciucci e Galieni.

    Nel ricostruire l’accaduto, il comunicato attribuisce la morte al crollo di un solaio. Una ricostruzione riportata dal partito, che accompagna il cordoglio con un giudizio durissimo: «Una morte annunciata, prevista, allestita con cura».

    La richiesta di utilizzare l’ex mercato di via Gioia

    Tra i punti sollevati da Rifondazione c’è la mancata apertura di un centro di accoglienza vicino alla stazione ferroviaria.

    Il riferimento è all’ex mercato di via Gioia, che il partito descrive come un edificio «in ottime condizioni» e indica come possibile risposta per le persone migranti che necessitano di ospitalità.

    Per i firmatari, la disponibilità di una struttura di accoglienza rappresenta una questione centrale per evitare che le persone cerchino riparo in ambienti fatiscenti e pericolosi.

    La denuncia sui posti nel sistema pubblico

    Il comunicato rilancia inoltre una denuncia attribuita al Consorzio Italiano di Solidarietà, secondo cui nel sistema pubblico di accoglienza vi sarebbero «al momento circa 70 posti» non occupati da mesi.

    Nella dichiarazione citata da Rifondazione, il Consorzio sostiene che questi posti siano mantenuti intenzionalmente vuoti. Si tratta di un’accusa riportata nella nota, che non presenta una replica delle istituzioni coinvolte né ulteriori elementi di verifica.

    Il partito richiama anche le restrizioni all’assistenza alimentare, inserendole nella propria critica complessiva alla gestione dell’accoglienza.

    «Verrà il momento delle responsabilità politiche»

    Paciucci e Galieni ricordano che, secondo quanto riportano, già nello scorso inverno si erano verificati altri decessi a Trieste e in altre località del Friuli. Da qui la contestazione di un sistema che definiscono violento e incapace di proteggere chi si trova in condizioni di vulnerabilità.

    «Superato il momento del dolore, del pianto e del raccoglimento, verrà quello delle responsabilità politiche», affermano.

    Rifondazione considera il fenomeno migratorio locale «dai numeri contenuti e del tutto gestibile» e conclude chiedendo «azioni politiche forti» per interrompere le condizioni di abbandono denunciate nel comunicato.

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