Trieste, Governa (Azione) attacca Dipiazza sui migranti: «Anche basta con i proclami»
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«Caro sindaco di Trieste, anche basta». È durissimo l'intervento di Arturo Governa, segretario comunale di Azione, che torna sul tema dei migranti a Trieste e attacca frontalmente il sindaco Roberto Dipiazza, contestando quella che considera una politica fatta di annunci e interventi incapaci di risolvere strutturalmente il problema.
Il punto centrale della critica di Governa riguarda le immagini degli spazi liberati e ripuliti e gli annunci secondo cui, nella sua lettura, i migranti non vi farebbero più ritorno. Una rappresentazione che l'esponente di Azione considera lontana dalla realtà.
«Non siamo tutti dei rincitrulliti da prendere in giro»
Governa utilizza parole particolarmente nette e chiama direttamente in causa il primo cittadino.
«Non siamo tutti dei rincitrulliti da prendere in giro così platealmente», afferma, prevedendo che una parte dei cittadini accoglierà positivamente «l'ennesimo proclama sui migranti che non torneranno più».
Secondo il segretario comunale di Azione, però, il problema non sarebbe affatto risolto semplicemente liberando determinati spazi.
«Quei migranti troveranno riparo altrove e con ogni probabilità ritorneranno ad occupare quegli stessi spazi che Lei oggi mostra liberi e puliti», sostiene Governa.
L'esponente di Azione richiama quindi precedenti annunci che, a suo giudizio, avrebbero avuto lo stesso tenore: «Fuori tutti», «Qui non entreranno più».
L'attacco a Dipiazza: «Dopo vent'anni Trieste merita questa sceneggiata?»
La critica diventa poi direttamente politica e investe il lungo percorso amministrativo del sindaco.
«Dopo vent'anni in cui ha avuto l'onore di guidare questa città, pensa davvero che Trieste meriti questa sceneggiata?», domanda Governa.
Per il segretario comunale di Azione, la questione migratoria esiste e deve essere affrontata, ma con strumenti e politiche strutturali anziché, a suo giudizio, attraverso annunci destinati principalmente alla comunicazione.
«Non ritenete di dovervi occupare del problema dei migranti in modo serio? Lo avevamo già capito, sereni. Ma non aggiungete altro», afferma.
«Voltiamo pagina e occupiamocene seriamente»
Governa non nega dunque l'esistenza di un problema legato alla presenza dei migranti a Trieste. Al contrario, sostiene che proprio la sua rilevanza renda necessario cambiare impostazione.
«Voltiamo pagina. Senza polemiche. Ma occupiamocene seriamente. La presenza di migranti a Trieste è un problema da affrontare», scrive.
Nel suo intervento attribuisce inoltre alla maggioranza cittadina l'aver costruito parte del proprio consenso elettorale proprio attorno al tema dell'immigrazione.
Da qui l'accusa: continuare sulla strada degli annunci, secondo Governa, rischierebbe di produrre soprattutto ulteriore frustrazione tra i cittadini.
«Quelle persone accampate nel degrado non si cancelleranno»
Uno dei passaggi più duri riguarda le immagini degli accampamenti e delle persone costrette a vivere in condizioni di degrado.
Secondo Governa, quella situazione resterà una delle pagine più negative dell'esperienza amministrativa cittadina.
«Quelle schiere di persone accampate in mezzo al degrado non si cancelleranno», afferma, arrivando a definirle il simbolo di quello che considera «un fallimento politico senza appello».
Si tratta di una valutazione politica molto severa, che Governa accompagna però al tentativo di distinguere la propria posizione da quella che potrebbe essere liquidata come semplice «buonismo».
«Non è buonismo, è patriottismo»
«E non è buonismo, credetemi: è patriottismo. Quello di chi ama la sua terra», sostiene il segretario comunale di Azione.
Da qui il ragionamento si allarga all'identità italiana e, soprattutto, alla particolare collocazione geografica e culturale di Trieste.
Governa respinge quella che definisce «paccottiglia di xenofobia tricolore mista a retorica trumpiana» e propone una lettura differente del ruolo della città.
«Siamo Trieste, la principale porta verso l'Est»
Nel finale, Governa richiama la storia e la posizione di Trieste quale territorio di incontro e transito.
«Siamo Italia. Siamo il cuore di quella complessa plurimillenaria civiltà costruita attorno e grazie al Mediterraneo», scrive.
E ancora: «Siamo Trieste. La principale porta verso l'Est del mondo. La piattaforma culturale e logistica verso il cuore dell'Europa».
Proprio queste caratteristiche dovrebbero rendere Trieste, secondo Governa, una città «strutturalmente preparata ad accogliere e gestire dignitosamente» le persone che la attraversano nel loro percorso verso altre destinazioni.
La conclusione è un invito a cambiare radicalmente impostazione: «Siamo decisamente meglio di ciò che ci siamo ridotti ad essere. E sarà il caso di ricordarcelo».
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