martedì 3 novembre 2026
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Cronaca

Movida, Rebek: «A Trieste chiamiamo movida uno spritz con gli amici alle nove di sera» (VIDEO)

Luca Marsi·
Movida, Rebek: «A Trieste chiamiamo movida uno spritz con gli amici alle nove di sera» (VIDEO)

Trieste continua a essere una realtà complessivamente sicura rispetto a molte altre città italiane. A sostenerlo è Stefano Rebek, opinionista della trasmissione condotta da Luca Marsi, intervenuto nel confronto dedicato al rapporto tra movida e sicurezza.

Secondo Rebek, sarebbe sbagliato descrivere il fenomeno come un'emergenza esclusivamente cittadina.

«Non credo che Trieste abbia un problema legato al territorio»

«Io non credo sia un discorso di città, ma credo sia un discorso statale e, se vogliamo, anche europeo», ha spiegato Rebek.

Il confronto con altre realtà, nella sua esperienza personale, restituisce un'immagine di Trieste ancora particolarmente tranquilla.

«Io non credo che Trieste abbia un problema legato al territorio di sicurezza. Anzi, rispetto alle altre città siamo quasi un paesino».

Rebek ha raccontato le sensazioni provate recandosi in città come Milano, dove a suo giudizio il clima percepito sarebbe molto diverso.

La provocazione sulla movida triestina

L'opinionista ha usato anche l'ironia per descrivere la dimensione della vita notturna cittadina.

«Esci da Trieste che è un'isola felice. A noi sembra complicata, come a noi la nostra sembra movida. In realtà è sopravvivenza, è uno spritz con gli amici alle nove di sera in via Torino. Noi lo chiamiamo movida».

Una provocazione che non intende negare i singoli episodi problematici, ma ridimensionare l'idea di una città travolta da una situazione fuori controllo.

Un problema più ampio della sola Trieste

Per Rebek, il nodo è legato soprattutto al quadro generale della sicurezza e agli strumenti disponibili per chi deve intervenire.

Nel corso della trasmissione ha sostenuto la necessità di permettere agli operatori adeguatamente preparati di agire concretamente in attesa dell'arrivo delle forze dell'ordine.

Il vero interrogativo, quindi, riguarda il modello complessivo di prevenzione e gestione della sicurezza, più che una specifica emergenza triestina.

DI SEGUITO IL VIDEO

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