Da Napoli a Trieste, Nanni: «Quando cammino per la città dico: mamma mia» (VIDEO)

Arrivata da Napoli e ormai profondamente legata a Trieste, Anna, detta Nanni, ha dedicato durante “Un capo in B” un vero e proprio tributo alla città.
Parlando con Luca Marsi e con le altre ospiti dal Pedocin, Nanni ha raccontato il suo rapporto con il capoluogo giuliano, sottolineandone soprattutto la bellezza e la ricchezza culturale.
«Vengo da una città di cultura»
Nanni ha ricordato le proprie origini.
«Io vengo da una città di cultura, vengo da Napoli».
Un paragone impegnativo, considerando la storia e il patrimonio della città partenopea, ma che non le ha impedito di esprimere parole molto positive nei confronti di Trieste.
«Trieste ne ha tanta di cultura pure Trieste», ha affermato.
Lo stupore mentre passeggia in città
Il rapporto con Trieste passa soprattutto dalle sensazioni vissute camminando tra le sue strade.
Nanni ha raccontato che, quando passeggia per la città, continua a restare colpita dalla sua bellezza.
«Io quando cammino per Trieste lo sai cosa dico? Dico: mamma mia».
Una frase semplice, ma capace di restituire lo stupore di chi ha imparato a conoscere la città nel tempo.
Il rito del caffè
Nel suo racconto non poteva mancare il caffè, elemento che accomuna in modo curioso Napoli e Trieste.
Nanni ha parlato con entusiasmo della tradizione triestina e della possibilità di bere un ottimo caffè in città.
Il confronto è diventato inevitabilmente scherzoso: meglio Napoli o Trieste?
Una rivalità impossibile da risolvere, almeno davanti alle telecamere del Pedocin.
Una città adottiva
Nel corso della puntata Nanni ha dimostrato più volte di considerare Trieste una città alla quale è ormai fortemente legata.
Lo conferma anche la sua attività sui social, dove racconta luoghi, curiosità e «tutte le cose belle di Trieste».
Uno sguardo particolare, perché arriva da una persona che non è nata qui ma che ha scelto di conoscere la città e raccontarla.
Bellezza e cultura come patrimonio da valorizzare
Nelle parole di Nanni c’è soprattutto un invito implicito: non dare per scontata la bellezza della città.
Chi arriva da fuori può cogliere dettagli che chi vive da sempre in un luogo finisce talvolta per non vedere più.
Ed è forse proprio questo uno degli aspetti più interessanti del suo racconto: riscoprire Trieste attraverso gli occhi di chi continua ancora a meravigliarsi.
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