Monfalcone, consegnate al Comune le chiavi dell’ex centro islamico di via Duca d’Aosta

Il Comune di Monfalcone ha acquisito questa mattina la piena disponibilità materiale dell’immobile di via Duca d’Aosta 28, precedentemente utilizzato dal Centro culturale islamico Darus Salaam. La consegna delle chiavi rappresenta l’ultimo passaggio di un lungo iter amministrativo e giudiziario legato all’utilizzo dei locali come luogo di culto e di preghiera collettiva, ritenuto dall’Amministrazione non conforme alla destinazione urbanistico-edilizia prevista.
Le chiavi sono state consegnate tra le 10 e le 11.10 dal vicepresidente dell’associazione, accompagnato dal presidente onorario e da un altro rappresentante del sodalizio. Per il Comune erano presenti i dirigenti Marco Marmotti ed Enrico Englaro e il comandante della Polizia locale Rudi Bagatto.
Fasan: «È una giornata storica»
A commentare il passaggio è il sindaco Luca Fasan, che lega il risultato al percorso iniziato negli anni precedenti dall’allora sindaco Anna Maria Cisint.
«È una giornata storica, che porta a compimento un percorso iniziato molti anni fa dall’allora sindaco Anna Maria Cisint e sostenuto da tutta la squadra amministrativa, nella convinzione che l’integrazione debba fondarsi sul rispetto dei diritti, dei principi e delle regole», dichiara Fasan.
Il sindaco precisa che, nella posizione sostenuta dall’Amministrazione, «il diritto di culto individuale non è mai stato in discussione», indicando invece come punto centrale il rispetto delle norme relative alla destinazione dei locali.
Nel suo intervento Fasan allarga quindi il ragionamento al tema dell’integrazione e alla condizione delle donne, formulando dure critiche nei confronti di comportamenti che attribuisce a una parte della comunità islamica locale.
«Non può esserci integrazione senza il riconoscimento dei diritti di tutti, a partire proprio da quelli delle donne», afferma.
Il primo cittadino ringrazia infine dirigenti, tecnici e l’avvocato Teresa Billiani per il lavoro svolto durante il percorso.
Cisint: «L’immobile rimarrà patrimonio pubblico»
Interviene anche Anna Maria Cisint, consigliere delegato alla Sicurezza ed europarlamentare, che ricorda come il Comune abbia atteso la conclusione del giudizio prima di entrare materialmente in possesso dei locali, nonostante l’immobile fosse già stato intavolato a favore dell’Ente.
«Oggi questo bene entra definitivamente nella disponibilità della città e non lo venderemo, perché vogliamo che rimanga patrimonio pubblico», dichiara Cisint.
L’europarlamentare definisce quella di via Duca d’Aosta una «moschea abusiva» e sostiene che l’acquisizione gratuita al patrimonio comunale sia stata la conseguenza delle violazioni contestate dall’Amministrazione.
Cisint attribuisce alla vicenda anche un rilievo nazionale, richiamando il percorso giudiziario arrivato fino all’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato.
«Il principio è semplice e deve valere ovunque: anche le associazioni islamiche devono rispettare la legge», afferma.
Il richiamo alle proteste e alle minacce
Nel suo intervento Cisint ripercorre anche i momenti più difficili della vicenda, ricordando la manifestazione del 23 dicembre 2023 contro le decisioni assunte quando era sindaco e riferendo di vivere sotto scorta a seguito delle minacce ricevute.
L’europarlamentare risponde inoltre alle critiche dell’opposizione relative alle spese legali sostenute dall’Ente, sostenendo che il Comune, chiamato in giudizio attraverso l’impugnazione dei propri provvedimenti, avesse il dovere di difendere gli atti adottati.
«Lo ha fatto e ha visto riconosciute le proprie ragioni», afferma Cisint.
La consigliera delegata alla Sicurezza ribadisce quindi l’intenzione di proseguire anche a livello nazionale il lavoro politico sul rispetto delle norme nell’utilizzo degli immobili come luoghi di culto e sul contrasto ai fenomeni che definisce di integralismo e radicalizzazione.
Adesso si apre una nuova fase per via Duca d’Aosta 28
Con la consegna delle chiavi cambia ora concretamente il futuro dell’immobile.
L’Amministrazione comunale ha annunciato che provvederà innanzitutto alla sistemazione dei locali. Soltanto successivamente verrà valutata la destinazione ritenuta più adatta alle esigenze della città.
Non è quindi ancora stato individuato un utilizzo definitivo, mentre è stata espressa da Cisint la volontà di non procedere alla vendita e di mantenere il bene all’interno del patrimonio pubblico.
L’iter iniziato nel novembre 2023
La vicenda amministrativa era iniziata con l’ordinanza del 15 novembre 2023, attraverso la quale, secondo quanto ricostruito dal Comune, era stato accertato l’utilizzo permanente dell’immobile come luogo di culto e preghiera, differente rispetto a quello previsto dai titoli edilizi e ritenuto in contrasto con la disciplina urbanistica allora vigente.
Il provvedimento disponeva il ripristino dell’originaria destinazione d’uso.
La successiva inottemperanza aveva portato all’acquisizione dell’immobile al patrimonio comunale e alla sua intavolazione a favore dell’Ente.
Il contenzioso si è infine concluso, secondo quanto riportato nella nota dell’Amministrazione, il 31 luglio 2026, con la sentenza numero 7 dell’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato che ha respinto l’appello presentato dal Centro culturale islamico Darus Salaam.
Con la consegna materiale delle chiavi, il Comune considera quindi concluso anche l’ultimo passaggio della vicenda: via Duca d’Aosta 28 entra nella piena disponibilità dell’Ente e si apre ora la partita sulla futura destinazione dell’immobile.
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