Trieste, CasaPound sulla tragedia in Porto Vecchio: «La sinistra pronta a speculare sui morti»

CasaPound Italia interviene sulla tragedia del Porto Vecchio con un duro attacco alla sinistra e alle politiche di accoglienza. In una nota datata 2 novembre, il movimento sostiene che quanto accaduto dimostrerebbe il fallimento del modello di gestione dell’immigrazione e accusa gli avversari politici di voler utilizzare la vicenda a fini elettorali.
«La tragedia di questa notte sottolinea, una volta di più, che il progetto di accoglienza indiscriminata della sinistra ha fallito», dichiara CasaPound.
Le critiche alle politiche di accoglienza
Il movimento ribadisce la propria contrarietà all’arrivo di ulteriori immigrati, sostenendo che l’Italia e Trieste non avrebbero più spazi e risorse sufficienti sul piano lavorativo, sociale e culturale.
Nella lettura proposta dalla nota, continuare a indicare l’accoglienza come risposta alle sofferenze internazionali non terrebbe conto delle condizioni del territorio.
CasaPound attribuisce alla presunta saturazione degli spazi il ricorso a sistemazioni precarie: «La saturazione degli spazi ha spinto i nuovi arrivati a trovare soluzioni di fortuna in strutture pericolose». Si tratta della ricostruzione politica espressa dal movimento, non di un accertamento sulle cause della tragedia.
L’accusa alla sinistra
La nota concentra poi l’attacco su chi, secondo CasaPound, cercherebbe un vantaggio politico dalla vicenda.
«Confondere causa ed effetto risulta però troppo comodo per chi pensa di trarre un vantaggio elettorale da simili tragedie», sostiene il movimento.
CasaPound denuncia inoltre quella che definisce una trasformazione della solidarietà in «un business a spese dei contribuenti». Nel comunicato non vengono indicati soggetti specifici o elementi documentali a sostegno di questa accusa.
La posizione sulla «remigrazione»
Nella conclusione, il movimento rilancia la propria linea sul fenomeno migratorio, richiamando la «remigrazione».
«Ribadiamo e continueremo a farlo che la remigrazione oggi è una scelta di responsabilità», afferma CasaPound, presentandola come un dovere sia verso chi è nato in Italia sia verso chi arriva nel Paese con aspettative che, secondo il movimento, non trovano corrispondenza nella realtà.
La nota non specifica le misure concrete con cui questa proposta dovrebbe essere attuata.
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