Porto Vecchio, Canciani respinge le accuse a istituzioni: «Persone non potevano essere accolte»

Monica Canciani interviene sulla morte di due persone nell’incendio di un magazzino del Porto Vecchio, contestando le accuse di abbandono rivolte alle istituzioni e accusando la sinistra di strumentalizzare la tragedia. In un post pubblico, Canciani sostiene che la situazione delle vittime debba essere distinta dal tema dell’accesso all’accoglienza.
«Sulla vicenda di Porto Vecchio che ha visto due persone decedute a causa di un incendio credo sia doveroso fare alcune precisazioni», scrive, presentando il proprio intervento come una replica alle letture politiche emerse dopo il rogo.
Le affermazioni sulla situazione delle vittime
Il punto centrale della posizione di Canciani è che, secondo quanto sostiene, le due persone non avrebbero potuto accedere all’accoglienza.
Nel post riferisce che l’uomo fosse un cittadino marocchino destinatario di un decreto di espulsione, con precedenti per spaccio e un precedente allontanamento da un Cpr. Quanto alla donna, la descrive come italiana e residente in provincia di Udine.
Si tratta delle informazioni riportate da Canciani nel suo intervento, nel quale non vengono allegati documenti o indicate le fonti degli elementi citati. La conclusione sull’impossibilità di accoglienza è la valutazione avanzata dall’autrice del post.
La replica alle accuse di abbandono
Canciani respinge l’idea che la tragedia possa essere ricondotta automaticamente a una mancata risposta delle istituzioni.
Nella sua lettura, le persone coinvolte avrebbero cercato una sistemazione nascosta e, in assenza della possibilità di entrare nel magazzino, avrebbero trovato riparo altrove. È un’interpretazione delle loro scelte espressa nel post, non una ricostruzione accertata delle circostanze precedenti all’incendio.
L’intervento punta così a contestare chi, dopo il rogo, ha denunciato una condizione di abbandono.
L’attacco alla sinistra
La parte conclusiva del messaggio concentra la polemica sul dibattito politico seguito alla tragedia.
Canciani accusa la sinistra di utilizzare la vicenda senza rappresentarne, a suo giudizio, tutti gli elementi: «La sinistra è sempre pronta a strumentalizzare le cose evitando di raccontarvi i fatti reali».
Una presa di posizione con cui chiede di distinguere la ricostruzione della situazione delle vittime dalle valutazioni sulle responsabilità istituzionali e sulle politiche di accoglienza.
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