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Politica

Trieste, Azione sul Tram di Opicina: «È un simbolo che la città non può cedere»

redazione·
Trieste, Azione sul Tram di Opicina: «È un simbolo che la città non può cedere»

Il Tram di Opicina torna al centro del dibattito politico cittadino. A intervenire è Azione Trieste, che prende posizione contro l’ipotesi di cedere la gestione dell’impianto alle Ferrovie dello Stato e invita invece Comune e Regione a costruire una prospettiva stabile per il futuro della linea.

La posizione è firmata da Arturo Governa, segretario comunale di Azione Trieste, e da Francesco Cervesi, delegato alle Politiche per lo sviluppo del direttivo comunale.

«Sarebbe una sconfitta per la città»

Azione afferma di comprendere solo in parte lo scoramento espresso dal sindaco, ma considera inaccettabile l’idea che il Tram possa essere ceduto.

«Sarebbe una sconfitta per la città ancora prima che per questa Amministrazione comunale», sostengono Governa e Cervesi, ricordando come l’impianto venga gestito dall’Amministrazione comunale sin dal 1902.

Secondo Azione, rinunciare alla gestione significherebbe certificare l’incapacità di far funzionare un sistema lungo poco più di cinque chilometri, profondamente legato alla storia della città.

Il nodo del personale specializzato

Uno dei passaggi più critici riguarda il tema delle competenze tecniche.

Governa e Cervesi esprimono perplessità di fronte alle dichiarazioni secondo cui mancherebbe personale specializzato in grado di occuparsi dell’impianto.

«E chi lo ha fatto fino ad oggi?», chiedono.

Azione sostiene che, qualora esistesse davvero una carenza di personale adeguatamente formato, la risposta dovrebbe essere quella della programmazione.

La proposta è quella di avviare insieme alla Regione un percorso formativo che consenta di costruire nel tempo le competenze necessarie all’interno dell’organico.

«Serve una visione di prospettiva»

Per Azione il problema principale non sarebbe dunque soltanto tecnico, ma soprattutto politico e organizzativo.

Nel comunicato viene contestata quella che viene definita una mancanza di visione capace di guardare al medio e lungo periodo.

L’invito è quello di predisporre un programma di manutenzione condiviso con Ansfisa, evitando battaglie considerate poco utili e puntando invece su un piano sostenibile nel tempo.

Governa e Cervesi citano anche il tema della linea aerea, sostenendo che avrebbe potuto essere rifatta in concomitanza con il fermo del Tram necessario alla sistemazione dei binari.

Il Tram come simbolo di Trieste

Il cuore politico dell’intervento riguarda però il valore simbolico dell’impianto.

Per Azione, il Tram di Opicina non è soltanto un mezzo di trasporto, ma uno degli elementi che contribuiscono a definire l’identità cittadina.

«Trieste ha dei simboli, questi simboli fanno parte della nostra storia e oggi più che mai di questi simboli la città ha bisogno», affermano Governa e Cervesi.

Secondo i due esponenti, preservare il Tram significa consentire alla città di riconoscersi nella propria storia e, allo stesso tempo, mantenere un elemento capace di renderla riconoscibile anche all’esterno.

«Va tramandato alle generazioni future»

La conclusione dell’intervento è quindi un invito a non arrendersi.

Azione chiede che si lavori su competenze, formazione, manutenzione e programmazione, con l’obiettivo di mantenere il Tram di Opicina all’interno del patrimonio cittadino e consegnarlo alle generazioni future.

La linea politica è netta: nessuna resa e nessuna cessione, ma un progetto capace di garantire continuità a uno dei simboli più riconoscibili di Trieste.

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