venerdì 6 novembre 2026
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Cronaca

Trieste riabbraccia i suoi figli nel mondo: 16 giovani e anziani tornano alla scoperta delle proprie radici

redazione·
Trieste riabbraccia i suoi figli nel mondo: 16 giovani e anziani tornano alla scoperta delle proprie radici

Sedici persone, generazioni differenti e migliaia di chilometri percorsi da Argentina, Brasile, Uruguay, Sudafrica, Australia e Canada per ritrovare un pezzo della propria storia. È iniziato in questi giorni a Trieste il “Soggiorno giovani e anziani 2026”, promosso dall’Associazione Giuliani nel Mondo per permettere a persone con origini triestine, bisiache o istriane di tornare nei luoghi della propria infanzia o, per i più giovani, di vedere finalmente quella terra raccontata per anni da nonni e bisnonni.

Un viaggio geografico, certamente, ma soprattutto un percorso attraverso memoria, identità, famiglia e appartenenza.

Da sei Paesi del mondo fino a Trieste

Sono 16 i partecipanti arrivati in città, appartenenti ai club affiliati dell’Associazione Giuliani nel Mondo di Buenos Aires, Bahia Blanca, Villa Gesell e La Plata in Argentina, San José de Mayo in Uruguay, Johannesburg in Sudafrica, Melbourne in Australia, Toronto e Chatham in Canada, Curitiba e Londrina in Brasile.

Età diverse e storie differenti, unite però da un filo comune che attraversa oceani e generazioni: le origini giuliane e istriane.

Per alcuni significa tornare nei luoghi conosciuti durante l’infanzia. Per altri, soprattutto nipoti e pronipoti di chi lasciò queste terre, significa invece trasformare in luoghi reali nomi e racconti ascoltati in famiglia.

Trieste cuore di un grande viaggio nella memoria

A partire da sabato scorso, Trieste è diventata il centro di un intenso programma di visite e incontri pensato per far conoscere, o riscoprire, il patrimonio storico e culturale dell’area giuliana e istriana, senza dimenticare altri luoghi significativi del Friuli Venezia Giulia.

Il programma ha una dimensione dichiaratamente transfrontaliera e multidisciplinare.

Nella giornata di ieri il gruppo ha visitato Parenzo, Rovigno e Pola, mentre nei prossimi giorni il percorso toccherà luoghi profondamente legati alla storia del Novecento e alla memoria di queste terre.

Sono previste visite alla Risiera di San Sabba, al Magazzino 18, alla Foiba di Basovizza, all’ex Campo Profughi e al Sacrario Militare di Redipuglia.

Tappe differenti, ciascuna portatrice di pagine importanti della storia del territorio che i partecipanti sono venuti a conoscere anche attraverso le vicende delle proprie famiglie.

Da Aquileia a Miramare, fino allo storico tram di Opicina

Il soggiorno non sarà però soltanto memoria storica.

Grande spazio verrà riservato anche alla straordinaria ricchezza artistica, archeologica e paesaggistica del territorio.

Il programma comprende infatti escursioni ai siti archeologici di Aquileia, visite a Grado e al Santuario di Barbana, oltre al Castello di Miramare, Muggia e Monte Grisa.

E per immergersi fino in fondo nell'anima triestina non poteva mancare un'esperienza diventata parte dell'immaginario stesso della città: il viaggio sullo storico tram di Opicina.

Un itinerario particolarmente ricco che permetterà ai 16 partecipanti di osservare questo territorio da molteplici prospettive, dalla grande storia alle bellezze paesaggistiche, dalle testimonianze del passato alla Trieste di oggi.

L’incontro in Comune con Serena Tonel

Accanto alle visite sono previsti anche numerosi incontri istituzionali.

Tra questi quello svoltosi oggi in Comune con la vicesindaca Serena Tonel, indicata dall’Associazione come da sempre particolarmente vicina alle iniziative realizzate dai Giuliani nel Mondo.

Un momento che inserisce il soggiorno anche nel rapporto tra la città contemporanea e quelle comunità di origine giuliana che, pur trovandosi a migliaia di chilometri di distanza, continuano a mantenere vivo il proprio legame con Trieste e con il territorio.

Quando i racconti dei nonni diventano luoghi reali

È forse proprio questo l'aspetto più suggestivo dell'iniziativa.

Per un giovane cresciuto in Australia, Canada, Sudafrica o Sud America, Trieste può essere stata per anni una fotografia conservata in famiglia, una parola pronunciata dai nonni, un racconto ripetuto durante un pranzo o il nome di una strada, di un paese e di un luogo mai visto.

Con il “Soggiorno giovani e anziani” quelle storie acquistano improvvisamente una dimensione concreta.

Trieste, l'Istria e il territorio giuliano smettono di essere soltanto memoria tramandata e diventano luoghi da attraversare, vedere e conoscere personalmente.

Sedici persone, generazioni diverse e una radice comune

La scelta di riunire giovani e anziani è uno degli elementi centrali del progetto.

L'esperienza è volutamente condivisa tra persone appartenenti a generazioni differenti, affinché accanto alla scoperta dei luoghi possa nascere anche uno scambio di ricordi, esperienze e sensibilità.

E, come sottolinea l'Associazione Giuliani nel Mondo, al di là dell'importante dimensione storica e culturale, sono soprattutto le emozioni e i rapporti umani a prendere ogni anno il sopravvento.

Legami che nascono durante il soggiorno e che spesso sono destinati a proseguire anche dopo il ritorno nei rispettivi Paesi.

Perché dietro quei 16 partecipanti arrivati da sei Paesi e tre continenti ci sono altrettante storie familiari. Storie partite da queste terre e arrivate dall'altra parte del mondo che, almeno per qualche giorno, tornano là dove tutto era cominciato.

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