Trieste, ASGRI boccia gli steward: “La sicurezza va affidata alle guardie giurate, non a figure senza tutele”

L'annuncio della sperimentazione degli steward nelle aree della movida triestina provoca la dura reazione di ASGRI, l'associazione delle guardie particolari giurate, che contesta apertamente la scelta illustrata nei giorni scorsi da Regione, Prefettura, Questura e Fipe.
Secondo il Segretario regionale dell'associazione, affidare attività di presidio e monitoraggio a figure prive delle qualifiche professionali previste per il settore della sicurezza rappresenterebbe una soluzione inadeguata per affrontare le criticità presenti nelle zone più delicate della città.
“Non si può improvvisare sulla sicurezza”
ASGRI esprime particolare preoccupazione per l'impiego di steward in contesti considerati complessi, come Piazza Libertà e le aree vicine alla stazione ferroviaria.
Nel comunicato l'associazione sostiene che personale privo di specifica formazione operativa, tutele giuridiche e poteri previsti dalla normativa rischierebbe di trovarsi esposto a situazioni potenzialmente pericolose senza strumenti adeguati per affrontarle.
Secondo l'organizzazione, il rischio riguarderebbe sia la sicurezza degli operatori sia l'efficacia stessa del servizio offerto alla cittadinanza.
La proposta: più guardie giurate
ASGRI ritiene che eventuali attività di sicurezza sussidiaria debbano essere affidate esclusivamente alle Guardie Particolari Giurate.
L'associazione richiama il Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza, sostenendo che le GPG siano le uniche figure private riconosciute e autorizzate per svolgere determinate attività di vigilanza e supporto alla sicurezza.
Per questo motivo viene chiesto alle istituzioni di rivalutare il progetto degli steward e di orientare eventuali investimenti verso personale qualificato e specificamente formato.
Disponibilità al confronto
Pur criticando la sperimentazione, ASGRI si dichiara disponibile ad avviare un confronto con il Comune e con gli altri enti coinvolti per individuare soluzioni considerate più efficaci e sostenibili.
L'obiettivo dichiarato è quello di trovare strumenti che garantiscano sicurezza, legalità e tutela sia per i cittadini sia per gli operatori impiegati sul territorio.
La presa di posizione arriva proprio mentre si avvicina l'avvio del progetto sperimentale che prevede la presenza di steward nelle principali aree della movida triestina durante i fine settimana estivi.
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