mercoledì 16 settembre 2026
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Cronaca

Salvatore Marino scommette ancora sulla città: apre “Al banco di Trieste” nel cuore di Cavana (VIDEO)

Luca Marsi·
Salvatore Marino scommette ancora sulla città: apre “Al banco di Trieste” nel cuore di Cavana (VIDEO)

Una nuova apertura nel cuore di Trieste e una nuova scommessa sulla ristorazione cittadina. Dopo Navigando e Scaramanzia, lo chef e imprenditore Salvatore Marino si prepara ad aprire il suo terzo locale, questa volta in Cavana. Il nuovo format si chiamerà “Al banco di Trieste” e aprirà al pubblico sabato 19, dalle 11 del mattino.

Marino ne ha anticipato caratteristiche e filosofia nel corso della diretta condotta da Luca Marsi, alla quale ha partecipato anche l’opinionista Stefano Rebek.

«Siamo agli sgoccioli, apriamo sabato 19»

«Adesso siamo agli sgoccioli perché apriamo sabato 19 questo nuovo locale, questo nuovo format che si chiamerà Al banco di Trieste», ha spiegato Marino.

Il nome anticipa già il cuore del progetto: il banco sarà infatti protagonista di un locale dedicato a salumi, formaggi, taglieri e panini, con un incontro tra tradizione triestina e altre suggestioni gastronomiche.

«Abbiamo fuso Trieste con i grandi classici», ha raccontato l’imprenditore, annunciando anche l’arrivo di un prodotto che rappresenterà una delle novità del locale: il Pan de Cristal, utilizzato per la preparazione di panini abbinati anche alle eccellenze del territorio.

Una storia di famiglia arrivata alla terza generazione

Dietro il nuovo progetto c’è anche una storia familiare che attraversa tre generazioni.

«Io attualmente sono alla terza generazione, perché ha iniziato mio nonno nel ’54. Ha continuato mio padre a fare il salumiere e adesso ci sono io», ha raccontato Marino.

Una tradizione che il titolare di Navigando e Scaramanzia ha deciso di reinterpretare attraverso un’attività ristorativa pensata per Trieste, città alla quale è legato anche personalmente.

«Sono sposato con una triestina e quindi mi sono innamorato di questa terra. Allora ho detto: bene, visto che abbiamo iniziato a Napoli, la continuiamo a Trieste».

La scelta di Cavana e i prodotti del Friuli Venezia Giulia

Non casuale la scelta della zona.

«Stiamo selezionando tutti questi prodotti locali del Friuli Venezia Giulia, che è una terra piena di eccellenze, e saremo proprio nel cuore di Trieste, in Cavana, che è il cuore della città».

Marino ha spiegato di aver voluto fortemente questa collocazione, anche per costruire un’identità nuova rispetto alle attività già esistenti.

«È un locale tutto nuovo, un format tutto nuovo».

Nel progetto troveranno spazio salumi, formaggi, prosciutti affumicati e prodotti del territorio, ma anche alcune proposte ispirate alla tradizione locale.

Marino: «Trieste dà tantissime opportunità»

La nuova apertura arriva in un periodo nel quale il dibattito cittadino si concentra spesso sulle difficoltà del commercio e della ristorazione. Marino, invece, sceglie di investire ancora.

«Sono arrivato a Trieste nel 2018 e mi sono innamorato della città perché è bellissima, dà tantissime opportunità».

Secondo l’imprenditore, l'esperienza maturata con le altre attività ha mostrato un rapporto positivo con il pubblico locale.

«Abbiamo, almeno personalmente con le nostre attività, un ottimo rapporto con i triestini».

Un investimento che coinvolgerà ancora una volta una squadra giovane. «Siamo giovani io e mia moglie, abbiamo due team. Questo sarà il terzo di ragazzi giovani. Abbiamo un’età media che va sui 28, 30 anni».

«Trieste permette di fare ristorazione, ma bisogna mantenere alta la qualità»

Per Marino esiste spazio per nuove iniziative, a condizione che l’offerta sia riconoscibile.

«La città secondo me permette di fare ristorazione. L’importante è stare comunque in un range di qualità alto per poter cercare di dare un prodotto diverso dagli altri».

Il punto centrale, ha ribadito, resta la qualità: «Noi puntiamo tantissimo sul prodotto e quando il cliente riconosce, ti dà la possibilità di andare avanti».

Il cliente triestino? «Sa quello che vuole»

Marino ha dedicato un passaggio significativo proprio al rapporto con il pubblico locale.

«Il cliente è diventato molto esigente e soprattutto io penso che il triestino in particolare sia un cliente che sa quello che vuole. Sa riconoscere una cosa buona da una cosa meno buona».

Una caratteristica che, secondo lo chef, obbliga gli operatori a mantenere costantemente alto il livello.

«Trieste è abituata comunque a dei prodotti di eccellenza. Non si possono fare i furbi con loro e bisogna sempre mantenere uno standard molto alto».

E il turista, pur importante in una città con una presenza crescente di visitatori, non sostituisce il pubblico residente nella strategia delle attività.

«Noi non ragioniamo mai a puntare sui turisti. Cerchiamo comunque di incastrare tutti, e il triestino soprattutto».

Sette giorni su sette, dal pranzo al dopocena

“Al banco di Trieste” sarà aperto sette giorni su sette. L’orario inizialmente previsto sarà dalle 11 alle 23, con la possibilità di arrivare verso mezzanotte.

La giornata sarà scandita da diverse anime del locale. Ci sarà la vendita al dettaglio dei salumi, ma anche una proposta per il pranzo e alcuni piatti da buffet triestino.

Marino ha raccontato di avere coinvolto nel progetto anche «due signore ultrasessantenni triestine» per alcune preparazioni legate alla tradizione.

Tra le proposte annunciate anche il panino con la porcina, pietanza che Marino ha raccontato di avere scoperto proprio a Trieste e di apprezzare particolarmente.

Poi l’aperitivo, con «taglieri, vino, champagne, bollicine in generale», fino al dopocena.

«Per me il triestino resta sempre quello decisivo»

Alla domanda sul peso crescente del turismo nella ristorazione cittadina, Marino non ha avuto dubbi.

«Per me il triestino resta sempre quello decisivo».

Una convinzione che si lega alla capacità di fidelizzare il cliente locale: «È difficile conquistarlo, ma quando lo conquisti lo tieni sempre dalla tua parte».

Da qui anche una filosofia precisa sull’accoglienza.

«Io lo dico sempre a tutti i nostri ragazzi in tutti e tre i locali: il cliente paga gli stipendi. Non sono io che pago gli stipendi».

Per Marino ogni persona che entra in un locale merita quindi la stessa attenzione.

«Quando vediamo arrivare il cliente è fondamentale l’accoglienza. È fondamentale il sorriso in più, perché oggi andare a cena fuori è diventato un lusso».

E aggiunge: «Per chi viene per bere un solo calice di vino o per chi viene per fare una cena di pesce da 60 euro a testa, hanno la stessa importanza. Vanno trattati tutti bene».

Social, marketing ed esperienza: il locale non è più soltanto cucina

Il mondo della ristorazione, secondo Marino, è profondamente cambiato anche sul piano della comunicazione.

«Noi siamo molto attivi sui social. Abbiamo un ufficio marketing interno. Creiamo tutto noi, dalle campagne Google a Meta».

Non basta più soltanto preparare un buon piatto.

«Una volta era facile, ti bastava cucinare bene. Adesso il cliente vuole essere coccolato, come è giusto che sia».

Scaramanzia, ad esempio, propone una programmazione settimanale con serate differenti, mentre Navigando mantiene la propria identità di ristorante di pesce. Ora arriva il terzo tassello, “Al banco di Trieste”.

Le difficoltà: burocrazia e costo del personale

Accanto all’entusiasmo per l’investimento, Marino non ha nascosto le difficoltà che incontra chi oggi gestisce un’attività.

«Secondo me la burocrazia è molto difficile».

Altro nodo indicato dall’imprenditore è il costo del personale, che considera particolarmente gravoso per le imprese.

Una sfida che non ha però fermato il progetto. Sabato 19, dalle 11, partirà così la nuova avventura in Cavana: una terza attività che Marino lega apertamente alla propria fiducia nelle potenzialità di Trieste.

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