Pubblichiamo dal Segretario Regionale FVG Fabrizio MANIAGO
"Da Abramo verso il paese di Caanan, a suo nipote Giacobbe verso l’Egitto, la
storia è fatta di migrazioni di cui troviamo traccia già nei testi antichi della
Genesi e dell’Esodo.
Non solo, Iliade, Odiessa ed Eneide, raccontano storie di uomini in movimento.
Oggi nel nostro Paese si parla solo di approdi delle navi delle ONG nei porti di
Lampedusa, dimenticandosi o facendo finta di dimenticarsi che la rotta
balcanica ha superato di gran lunga l’ingresso via mare.
A ricordarcelo una mappa di Frontex che accende un faro su quanto il SIULP
FVG va predicando inascoltato da mesi.
Nel periodo gennaio-maggio la rotta più trafficata è stata quella dei Balcani con
40.675 ingressi che palesa un incremento del 167%. La rotta balcanica quindi,
nonostante il silenziatore capitolino messo sul tema, supera ampiamente quella
del Mediterraneo centrale che registra un ingresso in Italia di 16.828 Persone.
Una cifra che va sicuramente rivista dal momento che il sito del Viminale
rappresenta che all’11 novembre sono sbarcati in Italia 90.297
extracomunitari.
I dati oggettivi inchiodano il silenzio assordante delle istituzioni centrali che
compulsate da tempo dai corpi sociali intermedi, non hanno dato uno straccio
di risposta. Sono anni che questa Regione, lontana dalle luci della ribalta, viene
lasciata sola a gestire l’ingestibile posto che, oltre l’immane flusso dal medio
oriente, dal Friuli Venezia Giulia sono entrati altresì i cittadini ucraini che
scappano da una guerra senza senso. Queste Persone non vengono
considerate tourt court ”richiedenti asilo” di tal che non entrano nel computo
delle statistiche ministeriali, ma di certo queste 160.000 Persone passate quasi
esclusivamente dal FVG hanno ricevuto accoglienza, supporto, attenzione con
tutto ciò che consegue in ordine al carico di lavoro che insiste su tutti gli Uffici
amministrativi.
Ogni singola Persona rintracciata o presentatasi spontaneamente è stata fotosegnalata
dagli operatori della Scientifica che stanno buttando il sangue in
turni da catena di montaggio fordista; A tacer d’altro della mole di lavoro che
insiste sull’Ufficio immigrazione ove, personale di Polizia coadiuvato dall’oramai
insostituibile apporto del personale interinale sta facendo i miracoli.
In questo grave panorama al Siulp FVG non interessa entrare nell’agone
politico intorno ai nuovi meteci (lavoratori senza cittadinanza dell’Atene
classica), ma di certo quale organo di tutela del Poliziotto-Lavoratore lancia un
severo j’accuse a chi fa finta di non vedere ciò che accade ai confini dell’impero
italico, lasciando sola questa Regione.
Si badi bene, quanto accaduto alla Sinagoga; Non saranno le telecamere a
garantire la sicurezza della collettività, ma da che mondo è mondo lo sono
sempre stati gli Uomini, i mezzi e la logistica.
Questi tre fattori sono i vagoni del nostro treno della sicurezza, se non
viaggiano alla stessa velocità il treno deraglia. Negli ultimi anni i vagoni hanno
subito un depauperamento sconcertante, posto che solo a Trieste gli oltre 100
pensionamenti non sono mai stati ripianati. Se vogliamo rimanere entro uno
standard accettabile, allora serve una presa di coscienza collettiva ed un reale
innesto di risorse tangibili di Uomini, mezzi ed infrastrutture per gestire quello
che dobbiamo avere il coraggio di guardare senza far finta di non vedere".